Michael Mio | A. Oz

Hey readers,

oggi vi porto una lettura controversa che mi ha lasciata indecisa ed interdetta.

“Michael Mio” è una storia di vita, di come un incontro possa cambiare ed influenzare completamente una vita. Hanna, la protagonista, incontra casualmente Michael Gonen sulle scale del suo collegio. I due si danno appuntamento in un caffè e, dopo notti magiche per le strade di Gerusalemme, si fidanzano. Nonostante qualche sogno prematrimoniale abbastanza negativo, i due si sposano e vanno a vivere insieme. La vita matrimoniale non è tutta rose e fiori e, soprattutto i rapporti intimi, non sembrano in grado di sbocciare. Michael si dedica con tutto se stesso ai sui studi di geologia, mentre la moglie decide id abbandonare il proprio corso di studi letterari (nonostante la rendesse molto felice). I giovani devono sin da subito fare i conti con una Gerusalemme che non concede favori e che, tra problemi economici e ristrettezze, li schiaccia. La storia continua fino alla nascita del secondo figlio della famiglia Gonen, attraverso una quotidianità che pian piano spegne ogni passione di una storia che sin dall’inizio era destinata a rivelarsi poco promettente.

Opinione comune alla maggior parte dei lettori: Hanna è insopportabile. All’inizio la trovavo un personaggio con una personalità, invece non appena inizia a frequentarsi con Micheal lascia che la vita trascorra passivamente, lascia che tutto vada avanti da sola senza tentare nemmeno per un attimo di cambiare le cose. E’ fredda con l’uomo che ha sposato e che, nel bene e nel male, cerca di starle accanto. I problemi mentali che seguono la sua prima gravidanza ovviamente non la aiutano a migliorarsi, non riesce ad essere una buona madre e fa sì che la passione e la complicità tra lei e Michael muoia. Che dire è fastidiosa!

Lo stile di scrittura mi è piaciuto perchè è una narrazione incalzante che riesce a farti penetrare nella quotidianità di una famiglia come possono esserne esistite a centinaia. Sono dell’idea che le storie più belle siano quelle che incarnano una quotidianità invisibile e semplice!

Tra le pagine si incontrano i valori di una cultura diversa dalla nostra, ma al contempo molto molto simile. Non avevo mai letto niente che fosse ambientato in Israele e se devo essere sincera, ignoravo totalmente alcune parti della sua storia (per esempio non sapevo fosse necessaria una tessera per acquistare i beni alimentari – simile a quella che esisteva in Italia durante il fascismo).

Caterina

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Recensione: Il buio oltre la siepe |H. Lee – MuatyLand

MuatyLand

In una sonnolenta cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti l’avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di aver stuprato una ragazza bianca. Riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. Questo, in poche righe, l’episodio centrale di un romanzo che da quando è stato pubblicato, oltre cinquant’anni fa, non ha più smesso di appassionare non soltanto i lettori degli Stati Uniti, ma quelli di tutti i paesi del mondo dove è stato tradotto. Non si esagera dicendo che non c’è americano che non l’abbia letto da bambino o da adolescente e che non l’abbia consigliato a figli e nipoti. Eppure non è un libro per ragazzi, ma un affresco colorito e divertente della vita nel Sud ai tempi delle grandi piantagioni di cotone, dei braccianti neri che le coltivavano, delle cuoche di colore che allevavano i figli dei discendenti delle grandi…

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Recensione: Orgoglio e pregiudizio | Jane Austen – MuatyLand

MuatyLand

“Non aveva mai capito di amarlo tanto come ora, quando l’amore era vano”
Jane Austen è una delle poche, autentiche grandi scrittrici che hanno saputo fare breccia nei cuori e nelle menti di tutti i lettori, senza eccezioni. Fra i suoi tanti capolavori, Orgoglio e pregiudizio (pubblicato nel 1813) è sicuramente il più popolare e amato: le cinque figlie dell’indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un’adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l’occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell’ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell’animo umano, specie quando si trova alle prese con l’amore o qualcosa che all’amore somiglia.

Titolo: Orgoglio e pregiudizio

Autore : Jane Austen

Editore : Feltrinelli

Genere : Classico

Data di Pubblicazione: 1 Giugno 2019

Voto

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Bar sport | S. Benni

Hey readers,

oggi vi porto un libro breve, leggero e divertente… perfetto se siete stanchi o nel pieno del blocco del lettore.

“Bar sport” è considerato, come la maggior parte delle opere dell’autore, uno dei classici della narrativa umoristica italiana. Il libro è una serie di piccoli capitoli che, attraverso estremizzazioni, stereotipi e surrealtà, racconta i componenti dei bar sportivi italiani. Possiamo trovare descritte le maggiori attività da bar, i personaggi che lo caratterizzano, gli episodi più divertenti che si sono susseguiti negli anni, i viaggi della comitiva da bar,… Della trama non posso dirvi molto, se no che vi conviene leggere queste poche pagine e tornare indietro nel tempo alla semplicità che un caffè, preso di corsa al bar tra mille impegni, ha perso.

Pur essendo il libro scritto nel 1976 lo si capisce senza difficoltà, nonostante siano citati oggetti del periodo che ad oggi sono inutilizzati.

Ho apprezzato molto questo libro rispetto al Bar sotto il mare, qui sono riuscita a trovare la comicità e ho apprezzato il filone logico dato dal bar, cosa che nell’altro libro non era presente e l’espediente di narrazione era veramente molto vago.

Ho riso moltissimo soprattutto con i frequentatori abituali del bar, personaggi eccentrici e pieni di caratteristiche; anche se la mia storia preferita rimane la prima perché non c’è stereotipo da bar migliore della Luisona!

Vi lascio qui sotto un piccolo estratto del mio capitolo preferito e poi non potrete dirmi di non essere mai entrati in un bar così: Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. […] La particolarità di queste paste è infatti la non facile digeribilità. Quando la pasta viene ingerita, per prima cosa la granella buca l’esofago. Poi, quando la pasta arriva al fegato, questo la analizza e rinuncia, spostandosi di un colpo a sinistra e lasciandola passare. La pasta, ancora intera, percorre l’intestino e cade a terra intatta dopo pochi secondi. Se il barista non ha visto niente, potete anche rimetterla nella bacheca e andarvene.

Caterina