Recensione: La chiave di Sarah | Tatiana de Rosnay

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È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con…

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Sender Prager | I. J. Singer

Hey readers,

oggi vi parlo di una delle letture più veloci che abbia mai fatto (un oretta vi basta per completare il libro), ma davvero molto molto interessante!

“Sender Prager” si apre con la descrizione del ristorante kosher Praga nel bel mezzo delle preparazioni per il matrimonio del padrone. Sender Prager è uno scapolo (che possiamo definire in età avanzata) ambito da moltissime donne: tutte le sue cuoche e cameriere hanno avuto di trascorsi col capo, illudendosi di essere le fortunate che sarebbero passate dalla cucina alla cassa con un bell’anello al dito, addirittura le donne sposate o vedove del quartiere hanno desiderato di diventare le signore Prager ammaliate dagli occhi di Sender. Il nostro ristoratore ha deciso di organizzare un pranzo gratuito per tutti i vagabondi della zona in onore delle sue nozze per espiare una parte die suoi peccati portati avanti in anni e anni di relazioni clandestine e tradimenti vari. Il suo rabbino ha infatti trovato per lui una giovane di buona famiglia e di un “rango” superiore al suo, mettendolo in una situazione di forte soggezione verso tutti gli illustri e imbellettati familiari di lei. La scelta di questo matrimonio è mosso da due particolari aspetti della vita die novelli sposi: Prager non ha nessuna fiducia nelle donne (sapendo bene quanto facile sia dimostrare la loro impurezza), accetta perciò, la novella sposa raccontatagli come una pura e pia giovane dai grandi valori; Edye (la fidanzata) acconsente a sposare un uomo inferiore a lei essendo orfana e priva di risorse economiche. Come si rivelerà questa “perfetta” unione?

Questo libro è breve, ma molto interessante per capire la società ebraica negli anni ’40. Sottolinea quanto gli usi e costumi siano importanti e prevalgano rispetto a l’onestà. Lo stesso Sender, pur non essendo un santo, prova una grandissima insicurezza davanti agli altri membri della società molto più religiosi (e smorfiosi) di lui.

Ho apprezzato molto la scrittura perché si dimostra immediata, veloce e coinvolgente, sembra incredibile ma riesce completamente a risucchiarti nella lettura e incanalarti in quella che è una storia relativamente lontana nel tempo e nello spazio, che appare tremendamente vicina.

La Chimera | S. Vassalli

Hey readers,

oggi vi parlo di un libro che mi è entrato nel cuore sin dalle prime pagine e che sicuramente entrerà nella mia top 10 libri del 2021!!

“La Chimera” è una via di mezzo tra un romanzo storico e un vero è proprio testo di testimonianza di un’epoca. Il libro è una vera e propria ricostruzione storica basata sui documenti del processo alla “Strega di Zardino”, ossia Antonia Spagnolini, una giovane abbandonata alla nascita davanti a una struttura per bambini orfani, infatti, il suo stesso cognome, si tratta di un’ipotesi sulla sua origine basata su un aspetto tipicamente riconducibile ai soldati spagnoli che stanziavano a Novara. Antonia, dopo essere cresciuta nella Casa Pia, circondata da rigide regole e un’ambia gamma di valori cattolici (anche se spesso gli adulti che la circondano sono i primi a mostrarsi corrotti dalla realtà del tempo), viene adottata dai coniugi Nidasio, Bartolo e Francesca, una coppia di contadini residenti nell’oggi scomparso paese di Zardino. E sarà proprio la realtà del paesino della Valle del Sesia a condannare sin da subito la nostra giovane protagonista. L’aspetto di Antonia la etichetta sin dal primo istante come “stria”– appellativo dialettale riconducibile al concetto di strega. La situazione va sempre più peggiorando all’arrivo di Don Teresio, che caccia il finto prete don Michele che aveva condotto la comunità verso una religione molto più laica e perciò peccaminosa. Il nuovo parroco possiede quella che possiamo definire come una visione religiosa eccessivamente integralista, dedita alla continua preghiera e ogni minima variazione dalle sue idee è considerata un peccato tale da condannare agli inferi. In una tale atmosfera come può Antonia, caduta in un abbaglio di leggerezza giovanile, non diventare il perfetto capro espiatorio del suo tempo?

Vi posso assicurare che ho follemente amato questo libro!!

La narrazione è molto incalzante, pur essendo densa e costellata di informazioni e fatti storici. Il leggero filo di ironia con cui Vassalli descrive i fatti alleggerisce quelle che si rivelano essere pesanti piaghe del tempo e questo è indubbiamente piacevole.

Dal punto id vista storico, se vi piace il genere, con questo testo andate sul sicuro. Ogni piccolo aspetto della società che circonda Antonia è ampliamente analizzato in chiave sociologica e storica, vengono fatti riferimenti a molteplici personaggi celebri del 1600, troviamo trascritte molte parti in latino (che veniva ancora usato negli ambienti clericali) e parti delle Gride (ossia le leggi del tempo – devono il loro nome al fatto di essere divulgate gridando nelle pubbliche piazze). Da amante di tutte queste sfaccettature ho sottolienato e “post-ittato” gran parte delle pagine!

Un altro aspetto veramente molto interessante, per quanto tragico sia, è tutta la narrazione ripresa direttamente dagli atti processuali per quanto riguarda gli interrogatori, il processo e la condanna. E’ riprovevole come le testimonianze siano state manipolate dall’Inquisizione per condannare Antonia, anche se un fatto ancora peggiore è come molti dei testimoni volontari dell’accusa abbiano totalmente distorto quello che “credevano di aver visto” basandosi su un pregiudizio comune alimentato nelle chiacchiere delle comare.

Nel complesso è un libro veramente toccante, soprattutto nella parte finale (sì, sto ammettendo di aver pianto!), l’autore riesce a trascrivere quello che è il carattere dei personaggi, umanizza i co-partecipanti alla storia di Antonia (un esempio perfetto è il boia che per ideologia condivisa dovrebbe essere un personaggio “cattivo”, in realtà i rivela un soggetto pieno di umanità e compassione). Non posso fare altro che consigliarvi di partire immediatamente per questo entusiasmante/commovente viaggio in un piccolo paese (oggi perduto) nel novarese del 1600.

Il rumore della felicità – L. Olivero

Hey readers,

un po’ in ritardo vi porto una novella (ricevuta dall’autrice) a tema natalizio/festivo, ormai la possiamo definire “fuori stagione” ma valeva la pena di essere letta!

“Il rumore della felicità” si ambienta durante il periodo natalizio, un periodo natalizio che cambierà moltissimo la vita della nostra protagonista. Luna non ha mai avuto fiducia nell’amore, ma da quando Alessandro è entrato nella sua vita sente che qualcosa in lei sta cambiando. Nonostante trascorrano poco tempo insieme per via degli impegni lavorativi, lo ama e in cuor suo spera che lui ricambi i suoi sentimenti. La scatolina con il nastro di una gioielleria, che ha per caso trovato nella sua giacca, fa presagire che il suo più grande desiderio stia per avverarsi. Un futuro con l’uomo che le ha rubato il cuore. Una vacanza romantica sulle montagne innevate di Cervinia e la confortante atmosfera natalizia faranno da sfondo alla proposta che Luna si aspetta?

La prima parentesi che ci tengo moltissimo ad aprire è indubbiamente sulla copertina: volevo prendermi un attimo per soffermarci su quanto sia davvero carino e ben fatto l’editing della copertina (io l’ho vista in digitale, ma suppongo anche in cartaceo) di questa novella.

La narrazione è molto piacevole e scorrevole, è stato un regalo immensamente gradito che l’autrice mi ha fatto. E’ una novella molto breve e la sua stessa scorrevolezza la fa risultare ancora più veloce, non togliendo, però, il piacere trascorso in compagnia di Luna.

I miei personaggi preferiti sono stati i migliori amici della protagonista, soprattutto Caterina. Sono personaggi molto importanti e passano al lettore delle importanti vibes di amicizia. Senza farvi troppi spoiler posso assicurarvi che sono gli amici, le spalle su cui piangere che chiunque vorrebbe avere al proprio fianco durante tutto l’arco di una vita!

Recensione: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino | Christiane F.

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Berlino, anni Settanta, quartiere dormitorio di Gropiusstadt. Christiane F. ha dodici anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. È l’inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente dopo due anni. La sua storia, raccontata ai due giornalisti del settimanale “Stern” Kai Hermann e Horst Rieck, è diventata un caso esemplare, una denuncia dell’indifferenza della nostra società verso un dramma sempre attuale. Una testimonianza cruda, la fotografia di un’epoca. Postfazione di Vittorino Andreoli.

Titolo: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Autore: Christiane F
Editore: Rizzoli
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 26 Febbraio 2014
Voto: 5/5

Cartaceo -> 11€ | Ebook -> 7,99€

Recensione

Hey readers,

oggi vi porto…

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L’eredità di Kira | C. Chelotti

Hey readers,

oggi vi porto una collaborazione con la gentilissima Carola Chelotti che mi ha inviato una copia di questa sua dolce opera che mi ha tenuto compagnia in un piovoso pomeriggio.

Una favola per ragazzi di ogni età. Le gemelline Annie e Carol hanno due grandi amori: i loro cuccioli, il cagnolino George, la gattina Bibi e il golf, che praticano con gioia e dedizione… e se proprio un cane, per la precisione una deliziosa cagnetta yorkshire di nome Kira, fosse il giudice arbitro di golf più famoso al mondo? E se esistesse un luogo magico in cui esseri umani e cani e tutti gli animali del bosco possono vivere e dialogare tra loro e divertirsi praticando questo emozionante sport?

Questo libro è una favola: un libro pieno di tenerezza e denso di valori e concetti molto belli da trasmettere al bambino attraverso la lettura.

Come saprete la lettura é un ottimo mezzo per trasmettere conoscenze e competenze ai bambini sin da piccolissimi [vi linko qui un post dove si parla, appunto, di questo concetto].

Ci tengo, inoltre, a ringraziare nuovamente Carola per avermi dato questa possibilità ed aver sostenuto il blog. È una persona immensamente disponibile e simpatica, che, con il suo modo gentile di porsi mi é entrata nel cuore!

La casa dei ricchi | C. E. Gadda

Hey readers,

oggi vi porto una lettura che ho acquistato praticamente per caso nella mia uscita pomeridiana del weekend, ma che si è rivelata veramente molto molto particolare.

“Sangue: vesti scomposte: gonna arrovesciata. Ipotesi di delitto passionale: di tentata violenza: di rapina. I gioielli, i libretti di risparmio, il denaro, sono stati asportati dal cassettone. Macchie di sangue fino al lavandino della cucina.” Nel 1948 le «miserrime configurazioni argentarie» spingono Gadda ad accettare un arduo incarico: ricavare dal “Pasticciaccio” non ancora completato (ne erano uscite solo cinque puntate in rivista) il soggetto di un film. “Il palazzo degli ori” gli costa un mese di fatica, ma non soddisfa la Lux Film, che gli chiede di riscriverlo e, soprattutto, compendiarlo: nasce così “La casa dei ricchi”, che presentiamo qui per la prima volta. Le opere di Carlo Emilio Gadda (1893-1973) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi; fra i titoli più recenti ricordiamo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (2018) e “Divagazioni e garbuglio” (2019).

Stavo vagando in libreria quando mi sono imbattuta nella serie Microgrammi edita Adelphi, come potevo resistere a questi mini-libri? Così mi sono messa a leggere la quarta di copertina e questa mi ha catturata a pieno (è quella che trovate scritta in corsivo sopra). Quando ho iniziato a leggere mi sono resa conto che non mi trovavo davanti a quello che mi aspettavo, ma stranamente mi ha catturata comunque.

Mi sono trovata, infatti, davanti a una scrittura cinematografica di un giallo, uno stile di scrittura davanti a cui non mi ero mai trovata, ma che mi è piaciuto. Ovviamente non si tratta di un vero e proprio thriller dato che sin dall’inizio sappiamo chi è il colpevole. Ma è interessante la struttura delle vicende in sè.

La parte indubbiamente più interessante è la parte iniziale che spiega tutte le motivazioni psicologiche e comportamentali che vanno a motivare e giustificare le azioni che svolgono i vari personaggi. Per esempio possiamo capire cosa si nasconda dietro la psiche della signora Liliana e di come sfoghi la frustrazione causatale dalla mancanza di prole, occupandosi di giovani ragazze orfane o prive di sostentamento adottandole come figliocce.

Alfabeto pirandelliano | L. Sciascia

Hey readers,

oggi parliamo della mia ufficialissima prima lettura di questo nuovo anno. Con questo saggio partecipo alla quinta tappa del #gdldeibuonipropositi organizzato da @senzacensurabooks.

“Alfabeto Pirandelliano” è una critica letteraria su Pirandello schematizzata tramite una serie di parole chiave della sua produzione disposte in ordine alfabetico. Si può dire che Pirandello sia fra gli scrittori più celebrati, ma meno compresi. Ammiratori e detrattori, quando parlano di lui, tendono irresistibilmente a lanciarsi in disquisizioni generiche e astratte. Leonardo Sciascia, che conosce Pirandello nelle vene, ha scelto la via opposta: ha cercato i particolari rivelatori, nella vita, nell’opera, nella fortuna letteraria, nel gioco delle influenze. E con la somma di tanti di questi particolari – come se ciascuno fosse una lettera dell’alfabeto – ha composto questo Alfabeto pirandelliano, che illumina Pirandello con tanti fasci di luce obliqua, in modo da rendere la sua presenza molto più viva e immediata di quella che ci potrebbe offrire un ritratto frontale. E questo è un procedimento che ci aiuta a capire anche lo scrittore Sciascia, assertore di una verità che non si stanca di seguire per le vie più tortuose, dove tanto spesso ci aspetta al varco.

Parto col dire che apprezzo moltissimo gli scritti di Sciascia (anche se sul blog non ho ancora portato nessuna delle sue opere), al contrario ho letto solo Il fu Mattia Pascal di Pirandello e lo ricordo come qualcosa che non ha fatto molto al caso mio. Di conseguenza la scelta della lettura è stata un forte azzardo per me.

Il libro mi ha fatta totalmente ricredere: la narrazione di Sciascia si è mostrata sublime anche in un testo di non-fiction, non ho sentito la pesantezza che di solito si riscontra nei saggi, quindi perfetto ahahah! Si tratta di una grande quantità di informazioni che toccano tutti gli ambiti (sentiamo parlare dei personaggi delle opere, delle persone che hanno influenzato la vita dell’autore, dei luoghi a lui più cari e di tantissime altre cose).

La lettura in sè scorre velocissima, non è per niente pesante o complicata. Lo consiglio a chiunque perchè non richiede grandi competenze letterarie, al contrario tutte le opere nominate vengono brevemente spiegate. Nel complesso molto molto apprezzato!!!

PS. mi dispiace che la recensione non sia particolarmente lunga ma sono 92 pagine compresi prefazione ed indice, quindi non posso dilungarmi troppo per non farvi spoiler!

Gomitoli – A. Russo

Hey readers,

oggi vi parlo dell’innovativo romanzo d’esordio di Andrea Russo. Approfitto anche per ringraziarlo di avermi inviato una copia di questo libro che mi ha aiutata moltissimo a superare un periodo di blocco nella lettura.

“Gomitoli” è un romanzo in trentatré attimi. Un accattone in stazione osserva la più disparata umanità: un brulicare di esistenze distratte e noncuranti. Sette vite, compresa la sua, vengono scandite in trentatré attimi. Tutto accade in poche ore, sette vite avvolte insieme a creare un unico gomitolo. Qualcuno, quel giorno di febbraio, porta con sé qualcosa di più pesante della sua stessa coscienza. Qualcuno, quella mattina, deciderà per tutti gli altri. La narrazione si basa su una serie di piccoli capitoli-istanti che narrano l’intreccio delle vite di sette persone che sembrano non avere niente in comune, ma che mano a mano si intrecceranno l’una con la vita dell’altra.

Ci tengo a dedicare una riflessione a due capitoli in particolare che mi hanno colpita immensamente. Il capitolo 3 – Un guardone tratta appunto il punto di vista di un guardone un soggetto con un lieve squilibrio psichico curato da tutta la vita senza troppi risultati, che come un reietto rimane a guardare ai margini della società, nascosto da un ambiente dispersivo, ossia la stazione, la psiche del soggetto è descritta in maniera molto verosimile. Il capitolo 26 – Il pentimento non si intona ai veri uomini spiega come la determinazione possa essere forte nel soggetto (non posso dirvi molto di più), ma al tempo stesso un altro personaggio si rende conto di come alcune decisioni non siano sostenibili per tutte le persone.

La modalità in cui viene narrata la storia è davvero molto molto originale. All’inizio questo tipo di narrazione così particolare e tendenzialmente spezzata mi ha spaventata perché pensavo sarebbe stata difficile da seguire. In realtà leggendo riusciamo ad entrare nella mente del personaggio e a percepire le cose dal suo punto di vista anche se sono narrate tutte da una terza persona che le osserva da fuori. E’ molto carina anche l’interruzione che creano i vari Monologhi di un accattone che si suddividono per tutto il testo.

Unique | C. Weiz

Hey readers,

oggi vi porto il primo volume della serie Swiss Legends, che si compone di Unique, La bellezza del Male e La voce dell’innocenza. Ci tengo a ringraziare nuovamente l’autrice, Carmen Weiz, con cui ormai la collaborazione va avanti da molto tempo.

“Unique” è una storia di amore e speranza, laddove nessuno crede possano esistere ancora. Kieran si trova tra due grandi fuochi, l’ardente passione nata casualmente per Lara Köhler e l’odio che prova verso il marito di lei, un rinomato psichiatra che crede coinvolto in una serie di strani suicidi di giovani donne (tra cui una a lui molto cara). A seguito di un incidente sciistico il Dottor Köhler è bloccato in un letto d’ospedale con gravi lesioni spinali, probabilmente irreversibili; proprio in questo periodo la moglie è perseguitata da strani rumori e incursioni in casa che la costringono a rivolgersi alla polizia (in cui Kieran lavora). I due si troveranno in costante contatto e si svilupperà una strana chimica tra loro, al contempo Kieran continuerà a indagare sullo psichiatra. scoprendo una serie di tremende realtà. Dopo dieci anni di matrimonio, Lara pensava di conoscere l’uomo della sua vita, o forse si sbagliava… È arrivata l’ora di scoprire il vero volto che si nasconde dietro al marito perfetto. Carmen Weiz torna con una nuova storia sconvolgente che tratta di un argomento di cui pochi hanno il coraggio di parlare.
I maltrattamenti dell’anima. Una vicenda coinvolgente, che fa riflettere sull’importanza delle scelte e sul processo che accompagna l’essere umano a compierle; sull’impossibilità di dimenticare il male e il modo in cui cambia la psicologia umana dopo i traumi. 

Come saprete se seguite il blog da un po’ avrete notato che ho già letto vari volumi dell’autrice. Indubbiamente anche tra queste pagine ritroviamo il tratto dell’autrice che è molto coinvolgente è interessante. Come negli altri volumi troviamo un mistero centrale che fa incontrare i protagonisti e li unisce, in particolare in questa serie troviamo anche l’aspetto psicologico che viene trattato con ampia capacità sottolineando, per esempio, come una personalità molto forte possa piegare totalmente una persona che la ama, tanto fino a distruggerla.

E’ trattata la tematica della violenza sulle donne, ma non nella maniera in cui convenzionalmente ne sentiamo parlare, questo è certamente da apprezzare. Ci troviamo davanti a fenomeni di violenza psicologica, infatti Lara Köhler è stata manovrata dal marito a tal punto da cambiare la propria personalità, lui l’ha mentalmente plagiata infinite volte distruggendo le sue sicurezze e la sua personalità. E’ molto toccante leggere i suoi pensieri riguardo l’accaduto e come si sia sentita incompresa da tutti (soprattutto dalla madre, che si comporta in maniera fredda e deludente).

Non mi dilungherò ulteriormente per quanto riguarda trama e personaggi perché vorrei evitare di fare degli spoiler che comprometterebbero la lettura. Per quanto riguarda la scrittura è fluida e scorrevole, in questo volume sono da apprezzarsi soprattutto le riflessioni dei personaggi (sono molto dettagliate e permettono di entrare dentro la testa dei protagonisti) e delle poesie (che potete leggere sia in italiano che in inglese sul finale del libro).

Per quanto riguarda l’aspetto thriller questa volta sono rimasta veramente colpita! Il finale mi ha sconvolta perché era totalmente inaspettato e fuori dagli schemi. Ci tengo a complimentarmi direttamente con l’autrice per la fantasia e per aver descritto il tutto così bene da renderlo prevedibile solo a poche pagine dalla fine!