Adrenalina – C. Weiz

Hey readers,

torno a parlarvi di un’autrice ormai cara ai nostri schermi, ho letto davvero tanto di suo ed è sempre un piacere partecipare ai suoi Review Party!

“Adrenalina” una serie di romanzi polizieschi con molta avventura! Più grande è il Male, più mortale è il gioco. L’agente speciale Sophie Nowack è ancora in fase di recupero, sia fisico sia mentale dopo suo ultimo incarico, nella Foresta Nera, quando viene chiamata d’urgenza alla sede della Fedpol. La reporter Gabriella Sanchez, figlia dell’Anchorman della SRF, la principale emittente della televisione Svizzera, è stata rapita e il sequestratore chiede di trattare esclusivamente con lei. Mentre Sophie, con l’aiuto di una squadra speciale, batte ogni pista, qualcuno che ha tutte le risposte la insegue, sempre un passo in avanti e più determinato che mai a metterla in ginocchio in una spietata resa dei conti. Molto presto, sia per Sophie, sia per il pluriomicida, la verità che li sta soffocando scenderà su di loro come una rivelazione punitiva. Il caleidoscopio di sentimenti che Sophie sta provando, lo stesso che, se provato al momento giusto, potrebbe portare luce nell’oscurità in cui vive, arriva invece con una potenza devastante, e quando tutto intorno a lei minaccia di crollare, chi riuscirà a salvarla da se stessa? Avresti il coraggio di guardare, a ogni un sussulto del cuore, delle realtà sinistre e sconosciute, se dietro di loro si celasse l’abisso? Carmen Weiz torna con il quarto libro della serie Swiss Legends. Una lotta sfrenata contro il tempo per il miglior agente delle Forze Speciali Svizzere nel tentativo di salvare una vita innocente, ma soprattutto se stessa, perché i mostri che hanno sembianze umane predano chiunque, persino a lei. “Cosa renderà il nostro gioco così divertente? Ho le carte migliori. Conosco le mani. E l’agente Sophie Nowack… lei non sa nemmeno che stiamo giocando.”
Questo libro può essere letto singolarmente, ma per entrare meglio nella storia dell’agente Sophie Nowack si consiglia di leggere il secondo e il terzo libro della serie, intitolati “La bellezza del male” e ”La voce dell’innocenza”.
Se, invece, vuoi conoscere anche la storia dell’agente dell’Agenzia Kieran Heizmann, allora non perdere il primo libro della serie intitolato ”Unique.”

Parto col dire che l’unione delle trame e dei personaggi di varie serie dell’autrice ha indubbiamente catturato il mio cuore!

E’ bellissimo il cambiamento, il divenire, che si sviluppa nella protagonista. E’ interessante come la penna dell’autrice sia stata in grado di plasmare un personaggio così dinamico, denso di emozioni e sentimenti reali, un personaggio tridimensionale!

Pur trovandoci davanti a un quarto volume, l’autrice non ci delude, mantiene la trama avvincente e interessante e fa appassionare i lettore ai suoi personaggi e alle loro vicende!

Vi consiglio questo libro se cercate una storia adrenalinica e travolgente! Un romanzo poliziesco con delle forti note romantiche. E’ perfetto per chiunque voglia lasciarsi trasportare dalle pagine di una storia meravigliosa!

Carmen Weiz - Adrenalina (Swiss Legends #4) (2021) » Italy Download
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Il malinteso – I. Némirovsky

Hey readers,

Ritorno sui vostri schermi parlandovi di un libro che mi è stato regalato e che sono davvero felice di aver letto; Irene Némirovsky è un’autrice di cui da molto tempo desideravo leggere qualcosa….

“Il malinteso” è un romanzo breve, ma intenso. “L’amore, mia cara, è un sentimento di lusso!”: questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: “Dare pochissimo e pretendere ancora meno”) alla figlia innamorata e infelice. Ma lei, Denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di Hendaye, Yves le è apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell’aspetto; e poiché alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l’uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po’ annoiato. Poi il marito è stato richiamato a Londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre “piene e dorate ” sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d’amore. Il ritorno a Parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realtà: no, Yves non è ricco, tornato dal fronte si è reso conto di aver perduto tutto, ed è stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui “c’erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente”) a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. In questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima Irène Némirovsky sfodera già il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.

Questo libro è stato quello che definirei il libro giusto al momento giusto… mi sono ritrovata molto nelle parole e nella narrazione di Irène.

Ho trovato questa storia immensamente realistica e attuale: pur essendo ambientata in epoca passata una tematica come un “amore difficile” legato a un adulterio è ancora oggi molto comune, i matrimoni di interesse non sono completamente scomparsi e, anche quelli più stabili, possono andare in crisi davanti a un vero grande e sconvolgente amore.

E’ interessante la doppia visione che possiamo cogliere, l’autrice infatti non si focalizza sul punto di vista di uno solo degli amanti, ma bensì tratta la storia come un alternarsi dei loro punti di vista. E’ interessante come sia riuscita a empatizzare a tal punto con due personaggi diametralmente opposti che al contempo hanno così tanto in comune.

ALLERTA SPOILER: ho trovato il finale struggente perchè, proprio come dice il titolo, la rottura di questo grande sentimento è da imputare a un malinteso, o meglio, a una serie di incomprensioni e differenze che caratterizzano la vita dei due amanti e culminano nella loro triste separazione. Mi ha molto colpita l’ultima pagina in cui la protagonista femminile realizza di essere stata felice per mesi senza essersene mai resa conto (l’ho trovata maledettamente toccante e condivisibile).

Memè Scianca | R. Calasso

Hey readers,

oggi parliamo di uno dei libri più chiacchierati dell’ultimo periodo!

“Memè Scianca” è un percorso di vita tra le grandi personalità del ‘900. Un padre racconta ai figli, che glielo hanno chiesto, quello che ricorda dei suoi primi dodici anni, di cui loro non sanno quasi nulla. Storie troppo remote, pensa. Che differenza poteva esserci, in fondo, ai loro occhi, fra Firenze durante la guerra, dove era cresciuto, e per esempio la steppa dell’Oltre caucaso di Florenskij, alla fine dell’Ottocento? Non molta. Apparteneva tutto a quell’età incerta e fumosa che precedeva la loro nascita. E poi, da dove cominciare? La prima immagine della guerra, intravista dalla finestra di una soffitta clandestina nel centro di Firenze. La vecchia villa di San Domenico, dove un mattino, a seguito dell’assassinio di Giovanni Gentile, suo padre viene arrestato come pericoloso antifascista. Il polverio che sale dalle macerie di Por Santa Maria, subito dopo che i tedeschi hanno fatto saltare i ponti. Poi i giochi – e i libri che impercettibilmente ne prendono il posto. L’immersione nella letteratura e la scoperta della musica. E Firenze, quella Firenze degli anni subito dopo la guerra, separata da tutto, anche dal resto dell’Italia. Una lastra impenetrabile e trasparente confermava quella convinzione della città di essere a parte. E un giorno, forse anche prima di saper leggere, chi scrive dichiara che il suo vero nome è Memè Scianca.

Questo libro, insieme a Bobi, è stato l’ultimo tributo lasciato dall’autore al mondo della letteratura. I due testi sono usciti, infatti, il giorno successivo a quello in cui questo nobile autore ci ha lasciati. Ci tengo a precisare che dal degno lavoro di quest’uomo nacque anche la grande casa editrice Adelphi (come sapete una delle mie preferite).

Leggendo queste pagine è facile dedurre come l’autore sia diventato la persona che tutti noi conosciamo, come sia cresciuto in un ambiente intriso di cultura, ma soprattutto di ideali. E’ proprio l’esempio di ideali di libertà che sin da bambino apprende da tutti gli adulti che lo circondano che hanno forgiato una personalità così di spicco.

Sarò sincera, il fatto che l’autore abbia trascorso l’infanzia nella mia amata Firenze è stato il principale motore che mi ha indirizzata a scegliere questo volume anziché altri sullo stesso scaffale (ossia la top 10 della Feltrinelli). Io sono un’amante di Firenze, a dirla tutta sono completamente innamorata di questa città e in questo libro, oltre ai tributi architettonici, ho trovato molti accenni a persone, movimenti culturali, letteralmente all’aria che hanno caratterizzato questa città. Se posso dare un consiglio spassionato vi invito a leggervene qualche passaggio recandovi nei luoghi a cui fa riferimento… così questo racconto sembrerà ancora più reale!

Traendo delle conclusioni ve lo consiglio assolutamente e magari prossimamente recupererò Bobi o qualsiasi altro suo scritto e ci troveremo ancora su questo link a parlarne!

Caterina

Nudi e crudi | A. Bennett

Hey readers,

oggi parliamo della mia prima lettura di Alan Bennett, un altro grande autore di cui ho fatto conoscenza grazie a ReadVlogRepeat!

“Nudi e Crudi” è un romanzo che colpisce. Trovare la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima – in questo caso un avvocato londinese agiato e pedante – ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula, certo piuttosto radicale, di candid camera. Travolti da una realtà truce e demenziale, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori, come da una scatola a sorpresa, colpi di scena turbinosi. Questo racconto suscita una reazione pressoché unica nella letteratura degli ultimi anni: una ilarità che assale sin dalle prime righe – e quanto più si procede, tanto più essa si mescola con la percezione di una inquietante perfidia.

Questo è senza ombra di dubbio un libro perfetto per riflettere ampiamente sull’eccessiva necessità di beni materiali su cui si basa la nostra società, quando i protagonisti si ritrovano nell’appartamento vuoto riscoprono quali sono le loro effettive necessità ed acquistano un mobilio più semplice. Inoltre possiamo anche soffermarci sul cambiamento che gli eventi scatenano o meno nei personaggi e come queste influiscano successivamente sulle loro vite.

L’umorismo con cui si condisce la storia ha delle note abbastanza amare, è un umorismo all’inglese – non sempre facile da capire, ma abbastanza intrigante!

Trovo che la scelta dei personaggi; ossia una coppia abbastanza infelice che non ha mia sviluppato un vero e proprio legame, sia una critica velata mossa verso quella parte della società inglese. Soprattutto Mr Ransome è il classico uomo distaccato che nutre la propria esistenza unicamente di lavoro, che si mostra ostile verso le nuove invenzioni e verso la novità in generale, un uomo incapace di integrarsi realmente col mondo, congelato nelle proprie abitudini.

Caterina

Nel mare ci sono i coccodrilli | F. Geda – storia vera di Enaiatollah Akbari

Hey readers,

oggi parliamo di una delle mie letture scolastiche di quest’estate!

“Nel mare ci sono i coccodrilli è la storia vera, o meglio la vera odissea di Enaiatollah Akbari che lo ha portato da Nava (Afghanistan) a Torino. Il viaggio di Enaiat si apre a Quetta in Pakistan, quando la madre lo accompagna oltre confine e lì lo abbandona, sperando in una vita migliore per lui lontano dai talebani. Pur essendo giovanissimo il nostro protagonista si rimbocca le maniche, inizialmente lavora come tuttofare per il proprietario della struttura in cui la madre lo aveva lasciato. Proprio in una delle tante commissioni un commerciante presso cui consegnava il tè lo invita a lavorare per lui come venditore ambulante insieme ad altri ragazzini. Durante questo periodo fa conoscenza con Sufi, anche lui afghano di etnia hazara e, successivamente, i due decidono di partire come immigrati clandestini in Iran. Lì, inizieranno a lavorare con un gruppo di muratori che vivono illegalmente nei cantieri su cui operano. In Iran, però, la vita è molto difficile, visti i continui rimpatri dei clandestini. Per questo motivo si orienterà verso la Turchia, anche se il suo viaggio non si fermerà certo lì.

Pensare che questa storia sia vera e che, effettivamente, un bambino così piccolo sia stato capace di sopravvivere così a lungo mi fa venire la pelle d’oca! E’ un libro toccante, a tratti commovente che coinvolge molto il lettore, infatti sono riuscita a leggerlo in meno di 24h.

Un piccolo appunto sul finale (senza fare spoiler): è immensamente toccante quello che leggiamo alla fine del libro, come un piccolo tocco di magia alla fine di un incubo!

Una nota molto dolce sono le persone generose che, senza conoscere Enaiat, gli donano aiuto e ristoro. Questi episodi sono riportati con grande riconoscenza del narratore e devo dire che li trovo bellissimi messaggi da condividere e riportare a ogni giovane (o non giovane) lettore!

Questo libro è uno spaccato del concetto di immigrazione clandestina, che mira a cercare la tranquillità che non si può vivere in certi paesi. In un periodo storico come questo, in cui l’immigrazione è vista in tono ampliamente dispregiativo e sprezzante. Questo è amore per la vita e per la famiglia, amore per il futuro, sacrificio, sudore e ambizione.

In conclusione ve lo consiglio molto vivamente!

Caterina

La canzone di Achille | M. Miller

Hey readers,

oggi vi porto uno dei libri più chiacchierati e acclamati dell’ultimo anno, un libro visto ovunque su TikTok, Instagram, Youtube e qualsiasi altro blog immaginabile!

“La canzone di Achille” è un focus romanzato su due personaggi dell’Iliade di Omero. La narrazione si concentra sul punto di vista di Patroclo (il personaggio che a scuola viene spiegato come il “cugino di Achille”) che ci racconta la storia dell’aristos achaion (il migliore tra i Greci) che si intreccia con la propria. Patroclo Meneziade, principe figlio di Menezio, sin dalla nascita attira su di sè il disprezzo del padre deludendo costantemente le sue grandi e ridicole aspettative. Durante l’infanzia uccide accidentalmente il figlio di un nobile del regno e per questo viene rinnegato dal padre, perde il trono e il nome che ne consegue e viene inviato presso la corte di Ftia. Il re Peleo – valoroso guerriero premiato e apprezzato dagli dei – lo accoglie tra i suoi orfani che vengono educati come abili guerrieri. Lì, per la seconda volta dopo i giochi di Oponte, incontra il principe Achille Pelide, il grande e promettente semidio figlio dello stupro di Teti da parte di Peleo. Sin dalle prime occhiate tra i due si instaura un rapporto senza precedenti, che li manterrà uniti fino alla morte e anche dopo. Ma saranno molti gli ostacoli che si metteranno tra loro, prima fra tutti la ninfa Teti, come gli altri dei, la guerra, i principi e le Moire…

Sin dall’inizio la narrazione è scorrevole e travolgente, posso dirvi che ho letto quasi 400 pagine in una sola giornata, quindi potete capire quanto la Miller sappia tenere qualcuno attaccato alle pagine. Si tratta senza ombra di dubbio di un bellissimo romanzo da cui traspaiono le competenze in lettere classiche dell’autrice, ma ci tengo a puntualizzare che in quanto storia romanzata sulla base dell’Iliade e di altri testi classici, perciò alcuni aspetti del testo prendono spunto dalla fantasia stessa della scrittrice. Insomma, è un libro fantastico, ma a livello di ricerca e studio non prendetelo come oro colato!

Nel testo troviamo tanti personaggi che ostacolano apertamente e fortemente l’amore dei protagonisti; trovo che sottolineando questo aspetto si vada ad enfatizzare maggiormente la forza del loro rapporto, che così risulta un qualcosa di epico. Giusto per dirlo il personaggio di Teti è da prendere a schiaffi!

Ovviamente tutti conoscono la storia di Achille, quindi è abbastanza logico che io dica che entrambi i personaggi moriranno, ma vi informo che fino all’ultimo secondo spererete di aver studiato male a scuola! Non posso considerare uno spoiler parlarvi del finale quindi… è struggente e toccante, descritto con grande maestria e consapevolezza delle emozioni.

Ho aspettato tanto per cedere a questo libro, tendo a stare lontana dai fenomeni letterari e a non farmi attirare solo perchè sento parlare ovunque di questo testo. Alla fine non sono riuscita a resistere davanti alle diffuse vibes greche. Concludendo vale assolutamente la pena!

Caterina

La Ladra | M. Tobino

Hey readers,

oggi vi parlo di un libro molto sociologico ripescato dalla libreria dei nonni.

“La ladra” è una contadina di brutto aspetto, poco curata, entra a servizio in una casa di campagna, presso una ricca signora. Tutto è normale, nulla accade di straordinario che non sia già letto in tanti romanzi del genere. L’Assunta, questo è il nome della contadina, è per la ricca signora motivo di gioco, di provocazione: l’aristocratica tenta di redimere la donna sgraziata, cerca di farne una signora; la mette al corrente dei suoi disegni, le insegna a leggere, ad amare sete e gioielli, le confida persino di averle riservato un posticino nella bella grafia del suo testamento. Da qui scatta una molla nel cuore dell’Assunta. Se prima nessuno l’aveva trattata come persona, come essere umano, la signora mettendo il suo nome tra le cose del privilegio, ne ha dato forma diversa, quasi centrale, tra quegli ori e gioielli, tra quella condizione e quella ricchezza. Il tarlo rode, fino alle fondamenta. Assunta gioca con le gioie della signora, diventa una seconda padrona, avverte dentro di sé che quel patrimonio un poco le appartiene. Assunta su consiglio della sorella e con l’aiuto di un mago, ruba tre anelli dal comò della signora per consegnarli all’uomo in cambio dell’informazione tanto cercata e desiderata, fino a non farla più dormire. È un gesto che rituffa nel volgare la contadina, candidata ad una redenzione assurda. 

E’ un interessante spaccato sociale: ci troviamo davanti al rapporto tra il “popolo” e i “signori”, leggendo possiamo osservare come si sviluppavano i rapporti tra le varie persone in questo determinato periodo storico. Le due parti conducono la loro vita per mezzo di una serie di consuetudini totalmente diverse da quelle a cui siamo abituati. Come essere catapultati indietro nel tempo…

Si tratta di un racconto breve e semplice, uno dei meno diffusi dell’autore, ma assolutamente consigliato soprattutto se siete interessati a tematiche sociali e psicologiche.

La trama e la narrazione sono lineari e scorrevoli, il libro si legge in una o due ore. Pur essendo immensamente semplice l’autore tratta l’argomento in maniera piacevole.

In conclusione mi sento di consigliare questa lettura se riuscite a reperirla!

Caterina

La mia famiglia e altri animali | G. Durrell

Hey readers,

oggi vi porto un romanzo davvero stravagante… doveva essere un diario “scientifico” ed è diventato una storia di famiglia!

“La mia famiglia e altri animali” è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: così Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano apparsi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Ma il lettore avrà il piacere di scoprirvi anche qualcos’altro: la storia di un Paradiso Terrestre, e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato.

Questo libro mi è piaciuto soprattutto per la suggestiva narrazione familiare, mentre la parte naturalistica non mi ha troppo entusiasmata. Ci tengo a precisare che le conoscenze dell’autore sulla fauna di Corfù è interessante e molto dettagliata, ma (semplicemente per un mio gusto personale) i Durrell sono stravaganti e divertenti.

E’ interessante l’evoluzione della storia dalla partenza al ritorno (spero non si tratti propriamente di uno spoiler) perchè è come se noi che leggiamo prendessimo parte all’Odissea familiare, fossimo dentro la storia leggendo e vedendo tutto quello che ci viene narrato, rende la lettura reale!

Per quanto riguarda i personaggi posso solo dirvi che hanno dell’incredibile: così come ci vengono raccontati sembrano frutto di una fantasia molto bizzarra e fuori dal tempo, ma trattandosi di un romanzo autobiografico non mi resta che trovarli assurdi e immaginare come sarebbe stato vederli dal vivo.

Indubbiamente posso consigliarvelo se desiderate un romanzo coinvolgente, ma non troppo impegnativo, un storia bella che non risulta pesante; ci tengo a precisare che per apprezzarlo al massimo dovete avere anche un interesse per la fauna di questa sperduta isola greca.

Caterina

Saga de L’amica geniale vol.3 – Storia di chi fugge e di chi resta | E. Ferrante

Hey readers,

oggi vi porto il terzo volume di quella che ad oggi risulta la mia saga preferita senza ombra di dubbio, la serie si compone di L’amica Geniale, Storia di un nuovo cognome, Storia di chi fugge e chi resta e Storia della bambina perduta.

“Storia di chi fugge e chi resta” prosegue da dove il volume precedente si era interrotto, portando avanti le vite delle due giovani donne nei tumultuosi anni settanta. La narrazione si apre con un “salto” nel presente, in cui incontriamo Lila ed Elena ormai anziane passeggiano per il rione vecchio imbattendosi nella folla che circonda un cadavere appena rinvenuto – si tratta di Gigliola Spagnuolo, l’ex moglie di Michele Solar. A questo punto i ricordi di Elena si fanno strada nella narrazione proiettandoci nei tumultuosi anni settanta, nel momento in cui la nostra narratrice accorre preoccupata a casa di Lila. La vita di Lenú trascorre tranquilla e con successo, infatti il libro sta incrementando le vendite e le sue nozze sono prossime; proprio per questo motivo si trova, in questo periodo, nella casa dei genitori a Napoli. Lila è invecchiata e deperita dal lavoro in fabbrica e chiede a Elena di occuparsi di Gennaro qualora lei non potesse più farlo – racconta, inoltre, di essere stata vittima di un nuovo episodio di smarginamento (come si era verificato nel Capodanno del primo libro). A questo punto il lettore segue le loro vite attraverso l’interesse politico di Lina e l’insoddisfazione di Elena.

Questo terzo volume è interessante e stimolante, ricco come tutte le narrazioni della Ferrante, anche se, in alcuni punti, l’ho trovato poco scorrevole (probabilmente perché non ho apprezzato molte gli excursus politici del periodo) e mi hanno annoiata alcune parti che avrei voluto saltare per arrivare velocemente alle parti del romanzo più dense!

Nel compenso, come sempre, l’ho apprezzato; anche se le giovani portano avanti sempre di più il comportamento che all’inizio della serie avevano cercato di evitare: lasciano che molti aspetti delle loro vite gli scorrano addosso, impagabili e rassegnate.

Soprattutto Elena continua a perseverare sulla sua necessità di approvazione da parte della famiglia del marito e di tutte le personalità intellettuali che incontra; trascura spesso i propri desideri e i propri obbiettivi, gettando continuamente la narrazione nella disperazione e nella passività!

Non pensate che si tratti di una recensione negativa: un buon autore è capace di farti odiare i suoi personaggi se li sa descrivere davvero bene ed è fantastico!

Caterina

L’acol e la nostalgia | M. Enard

Hey readers,

“L’alcol e la nostalgia” è il romanzo di un altro sofferto rapporto: quello tra Occidente e Russia. È la storia di un interminabile viaggio in treno verso la Siberia, intrapreso da Mathias per accompagnare alla sepoltura nel suo villaggio natale il grande amico Vladimir. Un’amicizia difficile, nata come rivalità per una donna, Jeanne, prima fidanzata di Mathias a Parigi poi innamoratasi di Vladimir a Mosca. Quando il giovane francese raggiunge la ragazza in Russia si crea un appassionato e autodistruttivo triangolo amoroso, un percorso sentimentale segnato dall’alcol, dal sesso, dalla poesia, dalla droga, dalla follia. Mathias racconta questo viaggio interminabile attraverso distese di ghiaccio e di neve, betulle, tundra, spettri di deportati in Siberia e di cosacchi dell’Armata a cavallo: “…da solo con i ricordi, l’alcol e la nostalgia, è tutto quello che rimane, come diceva Čechov il medico morto bevendo champagne, da solo con qualche frase, qualche verso, qualche ricordo; forse Jeanne aveva ragione, finirò per perdermi in capo al mondo, per scomparire nella notte siberiana e colare a picco nel Pacifico, ancora diecimila verste… Ti ricordi Vlado, quando Jeanne ci ha presentati ti chiamavo principe Andrej perché mi ricordavi Bolkonskij con quella tua aria insieme nobile e fragile, sicuro di te anche se vacillavi nella violenza e nella droga come un salice…”

Il rapporto tra i tre personaggi è folle e assuefatto, si perdono tra sostanze, alcol e letteralmente qualsiasi cosa li allontani dalla fredda realtà sovietica a cui devono sottostare.

Questo piccolo libro è un piccolo tesorino di nostalgia e sofferenza, una nube densa piena di emozioni controverse e malinconiche. Il modo in cui i fatti sono narrati è strano, ma avvincente: leggendo la malinconia inonda il lettore, al contempo non si riesce a staccarsi dalla pagine! E’ un libro bellissimo che fonde la freddezza e l’apparente disconnessione dalla realtà tipica della narrazione russa e la caratteristiche immutabili della letteratura francese.

Si tratta dell’elegia di un’amicizia, la fine di un rapporto nato dal niente che immensamente sembra indispensabile, un rapporto interrotto che il protagonista sente improvvisamente riaffiorare al momento della morte. Trovo poetico il viaggio in treno e il “percorso” per ricongiungersi all’amico.

Poetico. Freddo. Assuefatto… e magico.

Caterina