Love Trotter. Il primo viaggio insieme | B. Buozzi

Hey readers,

oggi vi porto un freebie che l’autrice ha pubblicato per il lancio dell’omonimo libro “Love Trotter”.

“Love Trotter. Il primo viaggio insieme” si apre all’aeroporto di Helsinki, la sera della vigilia di Natale. Diana sta rientrando da un viaggio di lavoro in Finlandia ma per colpa di un’improvvisa nevicata il suo volo è in ritardo. Insieme ai pochi passeggeri rimasti si imbarca su un Airbus iniziando un viaggio incredibile. Guardando attraverso l’oblò vede chi era e scopre chi potrebbe diventare, e realizza che il destino è un libro da scrivere che dipende esclusivamente dal suo autore.

La scrittura è piacevole e scorrevole. L’autrice riesce ad interessare e coinvolgere il lettore in sole 23 pagine, quindi sicuramente promette benissimo per una possibile lettura del libro di cui questo è semplicemente un’anticipazione.

Considerando che è breve e gratuito il mio consiglio è quello di provare a fidarsi di quest’autrice e perdersi tra i dialoghi, ricchi di spunti e riflessioni; magari potreste scoprire che Bea Buozzi è la vostra nuova autrice del cuore!

Mi è piaciuto, sin da subito, il carattere della protagonista e la sua dedizione al lavoro, la passione per il viaggio e l’impegno nella propria professionalità sono cose che appartengono anche al mio carattere quindi bellissimo!

L’unica pecca che mi sento di farvi presene è che si tratta di una lettura che prende assolutamente spunto dal Canto di Natale di Charles Dickens; proprio per questo motivo vi consiglio di recuperare il testo “originario” di cui trovate qui la recensione prima di dedicarvi a questo.

Caterina

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Cernobyl’ 30 anni dopo | D. Peluso

Hey readers,

oggi vi porto una lettura particolare, intensa e piena d’immagini… una lettura davvero fuori dagli schemi!

“Cernobyl’ 30 anni dopo” è una raccolta di immagini scattate nella zona d’esclusione accompagnate da un’introduzione narrata che riassume dettagliatamente i fatti avvenuti in quella tragica notte. La mostra fotografica Černobyl’ nasce da una raccolta di scatti ottenuti presso la zona di alienazione di Černobyl’ a trent’anni dal tragico incidente avvenuto presso la centrale nucleare “Vladimir Il’ič Lenin” il 26 aprile 1986. Le fotografie sono state raccolte sul campo digitalmente in un due giorni di shooting nella zona contaminata, tutt’oggi controllata militarmente dal governo ucraino. Gli scatti selezionati per la mostra sono stati raccolti a Černobyl’, Pryp”jat’, presso la base militare Duga-3 e nei villaggi abbandonati sul confine con la Bielorussia. In origine le immagini sono state catturate digitalmente; solo in un secondo momento ho deciso di renderle “uniche e irreplicabili” stampandole tramite la tecnologia ibrida della Fuji instax square, e rendendole di fatto un’opera istantanea. I relativi files digitali sono stati eliminati subito dopo la stampa della fotografia, rendendo così ogni singola opera, di fatto, irriproducibile. Questo percorso è stato dettato dalla volontà dell’autore di vendere, ad esposizione finita, le immagini come pezzi unici e di devolvere l’intero ricavato delle immagini (grazie all’indispensabile supporto dell’associazione Officina Istantanea) all’A.G.M.E.N. (Associazione Genitori Malati Emopatici Neoplastici), e all’associazione ospedaliera ASTRO. ( http://agmen-fvg.org e http://astrotrieste.it) Sono stati stampati 250 volumi numerati a mano, che fungeranno sia da libro fotografico che da catalogo della mostra. Anche parte dei proventi della vendita dei libri sarà devoluto in beneficenza.

Direi che l’introduzione si commenta da sola: è indubbiamente un testo spettacolare innovativo e toccante, le immagini sono bellissime e colpiscono istantaneamente occhi e cuore.

A seguito vi lascio anche il link del sito di Daniele, in modo che possiate dare un’occhiata! https://danielepeluso.com/

Vi consiglio di recuperare il file digitale del libro e lasciarvi travolgere da quello che i vostri occhi vedranno, leggete attentamente l’introduzione e lasciate che gli scatti che scorrono sotto i vostri occhi facciano il resto… ricostruendo i fatti attraverso le vostre sensazioni.

|| Io faccio parte di una generazione nata molto dopo l’incidente e, se non per interesse personale, me ne è sempre stato parlato poco; generalmente i programmi di storia non si spingono mai in periodi così recenti e se si affronta il tema lo si fa a tecnologia o a scienze quando si studia il nucleare, facendovi riferimento come “uno dei più grandi disastri legati all’energia nucleare” e ci si ferma. Questo testo, invece, mi ha permesso di addentrarmi in maniera viva in quello che è accaduto in quella notte del 26 aprile 1986 e, per questo, non posso che essergli immensamente grata! ||

Caterina

Recensione: La chiave di Sarah | Tatiana de Rosnay – MuatyLand

MuatyLand

È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con…

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Sender Prager | I. J. Singer

Hey readers,

oggi vi parlo di una delle letture più veloci che abbia mai fatto (un oretta vi basta per completare il libro), ma davvero molto molto interessante!

“Sender Prager” si apre con la descrizione del ristorante kosher Praga nel bel mezzo delle preparazioni per il matrimonio del padrone. Sender Prager è uno scapolo (che possiamo definire in età avanzata) ambito da moltissime donne: tutte le sue cuoche e cameriere hanno avuto di trascorsi col capo, illudendosi di essere le fortunate che sarebbero passate dalla cucina alla cassa con un bell’anello al dito, addirittura le donne sposate o vedove del quartiere hanno desiderato di diventare le signore Prager ammaliate dagli occhi di Sender. Il nostro ristoratore ha deciso di organizzare un pranzo gratuito per tutti i vagabondi della zona in onore delle sue nozze per espiare una parte die suoi peccati portati avanti in anni e anni di relazioni clandestine e tradimenti vari. Il suo rabbino ha infatti trovato per lui una giovane di buona famiglia e di un “rango” superiore al suo, mettendolo in una situazione di forte soggezione verso tutti gli illustri e imbellettati familiari di lei. La scelta di questo matrimonio è mosso da due particolari aspetti della vita die novelli sposi: Prager non ha nessuna fiducia nelle donne (sapendo bene quanto facile sia dimostrare la loro impurezza), accetta perciò, la novella sposa raccontatagli come una pura e pia giovane dai grandi valori; Edye (la fidanzata) acconsente a sposare un uomo inferiore a lei essendo orfana e priva di risorse economiche. Come si rivelerà questa “perfetta” unione?

Questo libro è breve, ma molto interessante per capire la società ebraica negli anni ’40. Sottolinea quanto gli usi e costumi siano importanti e prevalgano rispetto a l’onestà. Lo stesso Sender, pur non essendo un santo, prova una grandissima insicurezza davanti agli altri membri della società molto più religiosi (e smorfiosi) di lui.

Ho apprezzato molto la scrittura perché si dimostra immediata, veloce e coinvolgente, sembra incredibile ma riesce completamente a risucchiarti nella lettura e incanalarti in quella che è una storia relativamente lontana nel tempo e nello spazio, che appare tremendamente vicina.

Caterina

Gomitoli – A. Russo

Hey readers,

oggi vi parlo dell’innovativo romanzo d’esordio di Andrea Russo. Approfitto anche per ringraziarlo di avermi inviato una copia di questo libro che mi ha aiutata moltissimo a superare un periodo di blocco nella lettura.

“Gomitoli” è un romanzo in trentatré attimi. Un accattone in stazione osserva la più disparata umanità: un brulicare di esistenze distratte e noncuranti. Sette vite, compresa la sua, vengono scandite in trentatré attimi. Tutto accade in poche ore, sette vite avvolte insieme a creare un unico gomitolo. Qualcuno, quel giorno di febbraio, porta con sé qualcosa di più pesante della sua stessa coscienza. Qualcuno, quella mattina, deciderà per tutti gli altri. La narrazione si basa su una serie di piccoli capitoli-istanti che narrano l’intreccio delle vite di sette persone che sembrano non avere niente in comune, ma che mano a mano si intrecceranno l’una con la vita dell’altra.

Ci tengo a dedicare una riflessione a due capitoli in particolare che mi hanno colpita immensamente. Il capitolo 3 – Un guardone tratta appunto il punto di vista di un guardone un soggetto con un lieve squilibrio psichico curato da tutta la vita senza troppi risultati, che come un reietto rimane a guardare ai margini della società, nascosto da un ambiente dispersivo, ossia la stazione, la psiche del soggetto è descritta in maniera molto verosimile. Il capitolo 26 – Il pentimento non si intona ai veri uomini spiega come la determinazione possa essere forte nel soggetto (non posso dirvi molto di più), ma al tempo stesso un altro personaggio si rende conto di come alcune decisioni non siano sostenibili per tutte le persone.

La modalità in cui viene narrata la storia è davvero molto molto originale. All’inizio questo tipo di narrazione così particolare e tendenzialmente spezzata mi ha spaventata perché pensavo sarebbe stata difficile da seguire. In realtà leggendo riusciamo ad entrare nella mente del personaggio e a percepire le cose dal suo punto di vista anche se sono narrate tutte da una terza persona che le osserva da fuori. E’ molto carina anche l’interruzione che creano i vari Monologhi di un accattone che si suddividono per tutto il testo.

Caterina

Il fantasma del lettore passato | D. Icardy

Hey readers,

oggi vi porto la recensione del bellissimo regalo che Fazi editore ha fatto ai suoi lettori con la collaborazione dell’autrice Desy Icardy. Il libro è infatti disponibile gratuitamente su tutti gli store digitali in formato ebook (insomma non ci sono scuse per non approfittarne!).

“Il fantasma del lettore passato” in cui i protagonisti de L’annusatrice di libri tornano in questo racconto natalizio vivace ma anche commovente, particolarmente adatto a queste strane Feste. Cosa farà l’avvocato Ferro la notte di Natale? Riuscirà a stare senza libri fino a dopo Santo Stefano rispettando un fioretto fatto suo malgrado? E Madama Peyran? Festeggerà come ha in mente da tempo facendo una sorpresa ad Adelina? Torino, dicembre del 1959. In libreria si aggirano strani figuri: l’avvocato Ferro è contrariato dalla frenesia natalizia che si è impossessata della gente e gli impedisce di chiacchierare amabilmente, come d’abitudine, con il suo libraio di fiducia. Ovunque c’è aria di festa ma l’ottantottenne bibliofilo vorrebbe solamente starsene a in casa a leggere tutto il giorno, tra gli adorati libri che continua a collezionare compulsivamente. I suoi piani però verranno sconvolti da un invito inaspettato e da un libro che lo metterà faccia a faccia con il suo spirito di lettore…

Il racconto è indubbiamente breve (può bastarvi qualche ora per leggerlo), ma per questo non deve essere sottovalutato!! Lo stile di scrittura dell’autrice è davvero molto coinvolgente e scorrevole; nonostante la storia prenda spunto dal Canto di Natale di Charles Dickens, la trama si sviluppa autonomamente (parlando chiaramente non sembra una “scopiazzatura” ma un breve romanzo con basi proprie).

Questa storia è perfetta per i lettori accaniti (di cui faccio parte). Se leggete molto saprete sicuramente che noi lettori amiamo leggere storie che parlano dei libri e di chi li legge perché le dinamiche sono ancora più comprensibili, le sentiamo vicine. Al tempo stesso questa storia è gratuita, di conseguenza, da lettrice seriale non potevo proprio farmi mancare questa perla sul mio Kindle.

Devo essere sincera, la descrizione di una Torino degli anni ’50 mi ha colpita molto, ho visitato Torino qualche anno fa e rileggere di questa città è stato molto, molto bello, se ci soffermiamo sui dettagli natalizi è ancora più interessante.

Il personaggio dell’avvocato ha innescato in me una grande tenerezza: è un personaggio riservato e impacciato, mi ha fatto molto ridere il suo rapporto con la vicina di casa. E’ il classico uomo anziano e solo, con una vita abitudinaria che si fa dare una mano da una domestica per far fronte alle proprie necessità.

Caterina

La parte migliore di te | S. Cornelio

Hey readers,

sono fierissima di presentarvi la mia seconda collaborazione con la giovane autrice emergente Sara Cornelio. Oggi ho il piacere di portarvi la sua nuova uscita. Ci tengo a ringraziarla moltissimo per la fiducia che mi ha dato inviandomi la sua nuova uscita (ps. vi lascio qui il link del suo primo libro).

“La parte migliore di te” è la storia di Viola. La nostra protagonista è una giovane che lavora in una profumeria e vive una vita pressappoco normale tranne che per i suoi attacchi d’ansia (che ogni volta ha premura di cronometrare e annotare su un quadernino rosso). Nel giro di pochissimo le due più grandi certezze della sua vita la abbandonano e tutto sembra andare per il verso sbagliato: Il suo fidanzato di lunga data decide di troncare il loro rapporto e la sua migliore amica compie il tradimento peggiore che ci si possa aspettare (vi assicuro che vi ho già detto troppo, non siate curiosi!). Da questa serie di sfortunati eventi nascerà lo stimolo per un viaggio che cambierà per sempre la sua vita, portandola a superare i suoi limiti e ad aprirsi verso persone e realtà molto diverse dalla monotonia con cui convive.

Premetto che la storia ci mette un pochino ad ingranare la marcia giusta per tenere incollati alle pagine, ma se gli date qualche capitolo di tempo potete trovarvi risucchiati da una narrazione che incalza e coinvolge il lettore.

Come nel precedente libro, nel testo troviamo una moltitudine di problemi e situazioni che portano il lettore a riflettere molto, per esempio gli attacchi d’ansia (trovo che l’autrice descriva in maniera molto dettagliata le crisi e ve lo dice una persona che ne sa qualcosa!). Ce ne sono anche altri che per ovvi motivi non posso raccontarvi perché rovinerei la parte più inaspettata del libro!

Io sono una fan dei libri brevi, quindi questo è stato perfetto: scorrevole e coinvolgente, il modo perfetto per trascorrere un pomeriggio al calduccio. Anche se vi avviso che potrebbe causare qualche lacrimuccia ai più sensibili (mi auto-inserisco nella categoria più sensibili).

Caterina

Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie| A. Bogdanovic

Hey readers,

oggi vi porto una collaborazione con l’autore emergente Alex Bogdanovic, lo ringrazio moltissimo per la fiducia nell’avermi affidato il suo manoscritto.

“Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” tratta, sotto forma di brevi capitoli concentrati, delle varie tematiche sociali del nostro secolo e lo fa come lo si farebbe in teatro, buttandoti addosso la realtà nuda e cruda e generando, di conseguenza, una catarsi. Racconta di come la depressione sia il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell’adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

Il protagonista può essere definito un antieroe, non compie azioni meravigliose e non ristabilisce la sua vita, al contrario, nel disperato tentativo di risolvere i propri problemi aggrava ancora di più la situazione, finendo in una spirale tragi-comica di soluzioni disperate che ampliano il proprio inferno personale.

E’ interessante come tutte le argomentazioni, dalle più tragiche a quelle più banali vengano analizzate con un velato filo di ironia che sdrammatizza qualunque avvenimento e al contempo riempie di battute divertenti la lettura. Un apprezzamento speciale va alla descrizione del periodo adolescenziale e del gruppo di amici, sono letteralmente morta dal ridere mentre leggevo quei passaggi!!

E’ molto interessante la conoscenza del narratore per quanto riguarda il funzionamento del cervello, l’effetto dei vari medicinali per problemi di ansia e come tutti gli avvenimenti della vita quotidiana scatenino dei cambiamenti. E’ da apprezzare soprattutto come i processi siano spiegati in maniera chiara e semplice, questo li rende comprensibili a chiunque.

Ho apprezzato molto anche l’aspetto delle relazioni amorose, non sapevo quali fossero gli effetti che la depressione causa a livello sessuale e non ,mi rendevo conto di quanto potesse essere frustrante la vita del narratore. (SPOILER è triste soprattutto la lotta attuata per riuscire ad avere una vita sessuale normale e come tutte le sofferenze siano andate in fumo riducendo il protagonista a una realtà di vita ancora più tragica e infelice)

La struttura del testo è suddivisa in brevi capitoli che analizzano tutte le varie fasi e gli aspetti della vita del narratore. Tutti i capitoli sono brevi e lineari, scorrono in maniera piacevole e vi assicuro che sono in grado di allietare il più noioso dei pomeriggi invernali!

Caterina

Saga dell’Amica Geniale vol.2, Storia del nuovo cognome | E. Ferrante

Hey readers,

oggi vi porto il secondo volume di quella che ad oggi risulta la mia saga preferita senza ombra di dubbio, la serie si compone di L’amica Geniale, Storia di un nuovo cognome, Storia di chi fugge e chi resta e Storia della bambina perduta.

“Storia del nuovo cognome” si apre con il ritorno di Lila dopo la luna di miele ad Amalfi. Sin dalle prime pagine la situazione delle due giovani amiche sembra drammatica. Lila, durante il periodo del viaggio di nozze ha scoperto la vera e orribile natura del marito: dopo l’arrabbiatura dettata dall’aver regalato le scarpe da lei prodotte a Macello Solara; i neosposi sono partiti alla volta di Amalfi intraprendendo un viaggio denso di litigi in cui, Lila, sentitasi ferita e tradita e ha preso il marito a male parole; una volta arrivati Stefano si è convinto che avessero fatto pace e, all’opposizione di Lina alla consumazione della prima notte di nozze, ha fatto violenza alla giovane sia dal punto di vista fisico che sessuale. Per quanto riguarda Lenù, la nostra narratrice si trova allo sbando: durante il matrimonio dell’amica ha capito di essere profondamente infelice, ha compreso la natura del suo rapporto con Antonio, ben lontano dall’amore che lui prova per lei, si è sentita insoddisfatta dei propri risultati scolastici, percepiti banali rispetto ai grandi traguardi raggiunti da Lila. Una volta ritrovatesi nel rione Lila confessa di non aver voluto vedere Elena per nasconderle i segni degli abusi, ammette che tutti l’avevano incontrata e aveva persino organizzato nella sua nuova casa la festa di fidanzamento tra Pinuccia e il fratello Rino (essendo che la giovane fidanzata si trovava in stato interessante con la complicità di Lila), ma fa capire a Lenù che lei era più importante di tutti gli altri, il suo giudizio aveva un maggiore valore e di conseguenza la preoccupava di più. Da questo punto le loro vite continuano talvolta su strade separate e talvolta unite e complici come nell’infanzia. Il libro si conclude poco dopo il termine del percorso universitario intrapreso da Elena.

Parto col consigliarvi di leggere questa recensione se avete già letto il primo volume (che trovate linkato a inizio articolo) o quantomeno avete visto la serie tv e di conseguenza sapete tutti i fatti accaduti nel libro precedente!

In questo libro, maggiormente che nel primo volume, troviamo molte scene forti e sconvolgenti, sono molti i colpi di scena e le decisioni impensabili prese con tanta leggerezza dai personaggi.

La realtà di violenza domestica è ampiamente trattata, è molto interessante il fatto che viene descritta in maniera precisa quella che è la sensazione che si scatena nella vittima, leggendo noi riusciamo a sentirci svuotati ed estraniati quanto Lila.

Tutti i personaggi sono caratterizzati da tentativi di riscatto sociale e morare, continua come nel primo volume la lotta per fuggire dalle barriere architettoniche del quartiere. purtroppo non tutti ci riescono e, anche chi ce la fa, talvolta si ritrova in una situazione altrettanto estraniante ed opprimente.

In conclusione mi sento ribadire la mia opinione sulla serie: questa saga ha un potenziale immenso, ha il potere di tenerti incollato sulle pagine capitolo dopo capitolo, riesce a catapultarti nella realtà scritta tra le righe e rapirti fino a che non avrai letto anche l’ultima parola. Un capolavoro.

Caterina

Michael Mio | A. Oz

Hey readers,

oggi vi porto una lettura controversa che mi ha lasciata indecisa ed interdetta.

“Michael Mio” è una storia di vita, di come un incontro possa cambiare ed influenzare completamente una vita. Hanna, la protagonista, incontra casualmente Michael Gonen sulle scale del suo collegio. I due si danno appuntamento in un caffè e, dopo notti magiche per le strade di Gerusalemme, si fidanzano. Nonostante qualche sogno prematrimoniale abbastanza negativo, i due si sposano e vanno a vivere insieme. La vita matrimoniale non è tutta rose e fiori e, soprattutto i rapporti intimi, non sembrano in grado di sbocciare. Michael si dedica con tutto se stesso ai sui studi di geologia, mentre la moglie decide id abbandonare il proprio corso di studi letterari (nonostante la rendesse molto felice). I giovani devono sin da subito fare i conti con una Gerusalemme che non concede favori e che, tra problemi economici e ristrettezze, li schiaccia. La storia continua fino alla nascita del secondo figlio della famiglia Gonen, attraverso una quotidianità che pian piano spegne ogni passione di una storia che sin dall’inizio era destinata a rivelarsi poco promettente.

Opinione comune alla maggior parte dei lettori: Hanna è insopportabile. All’inizio la trovavo un personaggio con una personalità, invece non appena inizia a frequentarsi con Micheal lascia che la vita trascorra passivamente, lascia che tutto vada avanti da sola senza tentare nemmeno per un attimo di cambiare le cose. E’ fredda con l’uomo che ha sposato e che, nel bene e nel male, cerca di starle accanto. I problemi mentali che seguono la sua prima gravidanza ovviamente non la aiutano a migliorarsi, non riesce ad essere una buona madre e fa sì che la passione e la complicità tra lei e Michael muoia. Che dire è fastidiosa!

Lo stile di scrittura mi è piaciuto perchè è una narrazione incalzante che riesce a farti penetrare nella quotidianità di una famiglia come possono esserne esistite a centinaia. Sono dell’idea che le storie più belle siano quelle che incarnano una quotidianità invisibile e semplice!

Tra le pagine si incontrano i valori di una cultura diversa dalla nostra, ma al contempo molto molto simile. Non avevo mai letto niente che fosse ambientato in Israele e se devo essere sincera, ignoravo totalmente alcune parti della sua storia (per esempio non sapevo fosse necessaria una tessera per acquistare i beni alimentari – simile a quella che esisteva in Italia durante il fascismo).

Caterina