Il miglio verde | S. King

Hey readers,

oggi vi porto la mia personalissima recensione di uno dei più conosciuti (e chiacchierati) libri di Stephen King, per intenderci… Si tratta del libro da cui è stato tratto l’omonimo e conosciuto film di Tom Hanks!

“Il miglio verde” ricostruisce, seppur con le difficoltà della memoria altalenante di un anziano, i fatti che interessano il Blocco E del carcere di Cold Mountain nel 1932. Ci troviamo a ripercorrere i ricordi del capo Howell che, nelle noiose giornate che occupano la fine della sua vita in una casa di riposo per anziani, si impegna nel ricostruire i fatti – quasi – surreali che si succedettero in quel periodo. Il nostro agente penitenziario si concentrerà su tutti gli eventi che diffonderanno la strana e controversa figura di John Coffey – un gigantesco uomo nero inviato a morire al Miglio Verde con l’accusa di aver ucciso e violentato due bambine bianche. Nel raccontarci questa storia non mancheranno le “grandi parentesi” sugli altri ospiti del Miglio Verde, come il folle Billy the Kid e lo stravagante Delocroix, e sulle guardie stesse che se ne occupano, soprattutto sul “mostruoso” Percy. Usando come mezzo la storia di John riusciamo ad entrare a pieno dentro la realtà penitenziaria del tempo.

Un aspetto da tenere fortemente in considerazione durante la lettura è il periodo storico in cui si ambienta la nostra lettura. Piú volte l’autore di fa notare la precarietà e la povertà che caratterizzano la provincia americana dopo il Crollo della Borsa del ’29. Ad esempio, i personaggi per primi più volte ripetono l’importanza di non perdere un posto sicuro e redditizio in un momento così critico.

Un altro aspetto che mi ha colpita molto è lo spunto di riflessione che si scatena leggendo – soprattutto nella parte finale. Ci troviamo, infatti, a empatizzare con personaggi condannati e colpevoli mantenendo il punto di vista di un personaggio “buono”. In questo modo siamo portati a riflettere sulla giustizia del tipo di punizione incerta ai colpevoli nel Blocco E. Personalmente posso dirvi che questa lettura a rimarcato la mia contrarietà a questa pratica.

L’unico punto negativo che mi sento di sottolineare è che all’inizio nella lettura si tende a fare un po’ di confusione perché l’ordine cronologico dei fatti, in alcuni punti, viene meno, ma, una volta superati gli ostacoli iniziali, poter aspettarvi una lettura densa e coinvolgente con qualche risvolto inaspettato!

Caterina

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L’amore ai tempi del Covid-19 | A. Manzini

Hey readers,

Oggi vi porto una simpatica e breve lettura Sellerio editore; si tratta di un testo gratuito su tutti gli store digitali, quindi non avete scuse per non dargli una possibilità.

“L’amore ai tempi del Covid-19” é un omaggio di Antonio Manzini ai lettori, un racconto inedito, un’indagine di Rocco Schiavone per sorridere un po’ e sostenere, chi lo volesse, l’ospedale Spallanzani di Roma con una donazione all’indirizzo: https://donazioni.inmi.it/. A poche settimane dall’uscita di Ah l’amore l’amore, l’ultimo romanzo che lo ha visto protagonista, torna in questo inedito racconto il vicequestore Rocco Schiavone alle prese con un’indagine in un’Aosta blindata, specchio fedele dell’Italia di questo momento. Schiavone dovrà uscire, suo malgrado, per affrontare il caso di un uomo trovato morto chiuso in casa, nei giorni in cui tutto è fermo a causa del Covid-19, «una rottura che ha superato il decimo livello».

Oltre alla bella e nobile iniziativa che si cela dietro questa lettura, mi sento di consigliare di godersi questi piacevoli attimi in compagnia del vicequestore Schiavone per godere dell’amara ironia che si cela tra le righe. Senza farvi troppi spoiler (essendo solo una trentina di pagine è facile!) posso assicurarvi che il finale vi farà fare un sorriso.

Trovo che il testo in maniera concisa, ma, al contempo, ricca di dettagli riesce a riflettere su carta lo stile di vita che si respirava nel primo lockdown, soprattutto nella parte iniziale non riuscirete a leggere senza sentirvi chiamati in causa e co-partecipanti della situazione.

Caterina

Una storia semplice | L. Sciascia

Hey readers,

oggi vi porto un nuovo libro di Sciascia, un autore che apprezzo sempre molto!!! [vi lascio linkato qui l’altro articolo di Sciascia presente sul blog – Alfabeto Pirandelliano]

“Una storia semplice” si apre la sera prima della Festa di San Giuseppe (una festività molto sentita che prevede un vero e proprio giorno di festa). La stazione di polizia riceve un’insolita telefonata dalla residenza di un noto diplomatico residente all’estero da molto tempo; la persona dall’altro capo del telefono dichiara di “aver trovato qualcosa”. Il commissario, abbastanza sorpreso, dice al brigadiere che si tratta sicuramente di uno scherzo e che non deve preoccuparsi di andare a controllare. Tuttavia il brigadiere si reca comunque a dare un’occhiata nella villetta diroccata e lì, riverso su una scrivania, trova il corpo del diplomatico colpito alla tempia da un colpo d’arma da fuoco. Dispone subito che non si tocchi niente e che venga chiamata immediatamente la scientifica e le varie unità d’indagine; nonostante tutto appaia come un banale suicidio sembra molto dubbio il biglietto “Ho trovato” rinvenuto accanto al corpo. L’arma utilizzata sembra una vecchia pistola di guerra e tutte le informazioni rinvenute sulla scena del delitto danno un’idea molto chiara a tutti coloro che la vedono, portandoli a un’ovvia conclusione che solo il brigadiere si sentirà di mettere in dubbio sin dall’inizio…

Ho trovato immensamente interessante che il romanzo si ispiri a una storia vera, ossia il furto della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio risalente al 1969 e tutt’ora mai rinvenuta. Tra l’altro, se posso darvi un’ulteriore informazione, nel 1991 con regia e sceneggiatura di Emidio Greco è stato realizzato un omonimo film e successivamente si è ispirata nel 2018 la sceneggiatura del film Una storia senza nome.

Tutta la narrazione non si incentra sulla risoluzione del caso se non secondariamente, la vera argomentazione e critica mossa dall’autore è quella alla situazione di forte corruzione della polizia nella sua terra d’origine, ossia la Sicilia. In un certo senso è un riferimento a tutti i casi che si sono susseguiti nel tempo, a tutte le volte che sono state insabbiate, corrotte e manipolate indagini, soprattutto ai danno di innocenti.

Trovo che questo testo sia una rappresentazione breve ma immensamente chiara della Mafia e di come questa si propaghi e si dirami in tutte le sfaccettature della società, anche in quelle insospettabili. Il tutto nascosto sotto il velo dell’indifferenza e del completo e totale disinteresse di tutti coloro che non si sentono toccati in prima persona da quanto accade attorno a loro.

Caterina

Il nome della Rosa | U. Eco

Hey readers,

vi porto un vero e proprio gioiello… un libro che ho consumato e di cui mi sono perdutamente innamorata!

“Il nome della Rosa” è un giallo storico ambientato nel 1327. La storia ci viene narrata dall’anziano monaco Adso da Melk, che ricorda al lettore i fatti che avvennero per 7 giorni nel monastero benedettino in cui si recò insieme al suo maestro Guglielmo da Baskerville durante il suo periodo di noviziato. Attraverso i propri ricordi, Adso, ripercorre le vicende storiche che caratterizzavano il periodo (ad esempio la Cattività Avignonese) per poi arrivare a spiegare come lui e il suo insegnante (ex inquisitore) furono chiamati dall’abate del monastero per risolvere quello che sembrava un apparente suicidio. Nonostante le capacità investigative di Guglielmo, il mistero non sarà di facile risoluzione visto che tra le mura dell’abbazia sembrano esserci più segreti che attimi di fede; infatti ogni monaco sembra nascondere qualcosa all’inquisitore e il mistero più grande si cela dietro le mura della biblioteca. Questa polverosa parte dell’abbazia è preclusa alla maggior parte dei visitatori e, tra i suoi scaffali, sembra celare grandi segreti nascosti sotto false e cristiane spoglie. La vicenda è costellata di narrazioni di eventi storici, excursus sugli usi e costumi del pericolo e tante… anzi tantissime informazioni che lasceranno ammaliato il lettore.

Da dove posso iniziare? Questo libro è un afrodisiaco inno alla cultura, alla sapienza e all’amore per la storia. Da grandissima amante della narrativa storica (che ha appena trattato il periodo storico del testo nel proprio percorso di studi) non posso dire altro che sono rimasta ammaliata dalla narrazione. Indipendentemente dall’aspetto del giallo (che è molto molto carino!) il solo contesto del libro vale a pieno la sua lettura. Sfogliando queste pagine il lettore è in grado di sentirsi letteralmente tra le mura del monastero benedettino ed assaporare la realtà che lo circonda quasi fosse reale.

Mi rendo conto che si tratta di una lettura che a primo impatto può spaventare un lettore (a seconda dell’edizione andiamo dalle 500 alle 600 pagine di una narrazione fitta e densa), ma vi posso assicurare che non vi renderete nemmeno conto del passare del tempo. L’autore riesce a descrivere tematiche “pesanti” coronandole di tanta cultura e sapere da renderle indimenticabili e indispensabili. [onestamente, a diversi giorni dalla conclusione della mia vorace lettura, ancora mi chiedo come Umberto Eco sia riuscito a immagazzinare e rielaborare così bene delle conoscenze così dettagliate]

Ci tengo a fare una giusta precisazione: pur essendo un testo bello, formativo e interessante, non mi sento di consigliarlo proprio a tutti. Sono dell’idea che per apprezzarlo a pieno sia necessario un piccolo ripasso “scolastico” che vada a puntualizzare tutti gli aspetti che l’autore da per scontato (per esempio il funzionamento di un monastero medievale, la pedagogia del ‘300, un ripasso di latino visto che alcune frasi non sono state “tradotte”,…).

Nonostante ciò vi invito a buttarvi e sperimentare una lettura indubbiamente diversa dal solito, capace di catapultarvi in un’altra epoca e catturarvi (soprattutto se siete un po’amanti dei gialli molto intriganti) fino all’ultima pagina; che si concluderà con quello che mi sento di definire un finale spunto di riflessione, senza tempo e meraviglioso.

Caterina

Trilogia di Bill Hodges: vol. 3, Fine Turno | S. King

Hey readers,

oggi vi porto il terzo volume della saga di Mr Mercedes (la mia prima lettura di King), che si compone di Mr Mercedes, Chi perde paga e Fine Turno. Essendo la conclusione della trilogia ci saranno un sacco di cose da dire.

“Fine Turno” si apre in un gelido lunedì di gennaio; Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po’ e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto per uno strano caso di omicidio-suicidio ai danni di Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009 che l’ex detective aveva risolto nel primo libro della trilogia. Il killer, Brady Hartsfield, sembra voler finire il lavoro iniziato sette anni prima dalla camera 217 dell’ospedale dove tutti pensavano che sopravvivesse in stato vegetativo, infatti, sembra che le sue vecchie vittime siano coinvolte in una macabra serie di suicidi apparentemente immotivati. Bill e Holly sono certi che gli strani eventi non sono frutto di coincidenze, ma, essendo i soli, si troveranno nuovamente a dover risolvere da soli il mistero. Per aiutarli nelle loro imprese tornerà anche l’ultimo membro della cricca investigativa, Jerome, il giovane giardiniere/tecnico informatico di Bill che abbiamo incontrato in entrambi i libri precedenti. E stavolta la corsa non sarà solo contro un pericoloso assassino, ma la vera sfida sarà contro la tecnologia dilagante, che se manipolata si rivelerà molto pericolosa, e contro la vita stessa e la salute fisica dei personaggi.

Veniamo ora alla mia opinione, prima sul libro, poi una breve conclusione sulla trilogia.

Per quanto riguarda il libro mi è piaciuto perchè lo stile di scrittura (come ho sicuramente detto nelle altre recensioni) è molto incalzante e avvincente. L’accenno al paranormale (ehm non saprei come definire i poteri di Brandy scusatemi…) non mi ha fatto impazzire per niente: per essere una serie investigativa carina e abbastanza originale questo carattere poteva essere risparmiato perché risulta (a parer mio) un tentativo mal riuscito di allungare la trama.

Se paragoniamo i tre libri insieme indubbiamente il primo è molto molto bello e lo si potrebbe leggere da solo, il secondo è un po’ improbabile ma rimane comunque “separato” dalla trama del primo volume e il terzo è una continuazione molto improbabile. Di conseguenza mi sento di consigliare al 100% Mr Mercedes, per i volumi successivi potete anche farne a meno.

Non voglio dire che questi libri siano brutti, nella loro struttura sono ben fatti e coinvolgenti. Ma la sensazione che hanno suscitato a me è che Mr Mercedes abbia fatto molto successo e l’autore abbia scelto di “cavalcare l’onda” ricreando altre avventure per i protagonisti.

Sono molto aperta a chi ha un’opinione diversa dalla mia, magari voi li avete adorati e avete percepito dei concetti che mi sono persa; quindi vi invito a commentare cosa ne pensate per confrontarci.

Caterina

Laurie | S. King

Hey readers,

oggi vi porto un racconto (gratuito) che Stephen King ha regalato ai suoi lettori per festeggiare il suo compleanno e anticipare l’uscita di The Outsider. Partecipo alla quarta tappa del #gdldeibuonipropositi organizzata da @senzacensurabooks che consiste in un libro di un autore straniero.

“Laurie” è la storia di Llyod e della sua cagnolina Laurie. Quando sua sorella Beth si presenta con una cagnolina, la prima reazione di Lloyd – vedovo da sei mesi, solo e senza figli – è di rifiuto. Il lutto gli ha tolto forze e desideri: già gli pesa occuparsi di se stesso, gestire un cane sarebbe impensabile. Ma la paziente fiducia della cucciola e i modi perentori della sorella – Una persona in lutto ha bisogno di qualcosa per tenere la mente occupata – hanno ben presto la meglio sulla fragile determinazione di Lloyd. Rimasti soli, l’uomo e la cagnetta – che Lloyd ha chiamato Laurie – imparano a conoscersi, scoprendo insieme il piacere di semplici riti condivisi. Fra questi, la passeggiata lungo il canale. Un sentiero tranquillo, che però un giorno diventa teatro di un evento atroce, a cui né Lloyd né Laurie erano preparati… [trama Amazon, il modo migliore per non farvi spoiler visto che la storia si svolge in meno di 50 pagine]

Ho letto questo libro per sfizio: mi sono approcciata a King da poco e volevo leggere qualcos’altro di suo, ma, al tempo stesso, preferivo evitare l’acquisto dell’ennesimo libro perché non ho praticamente più spazio in casa.

La cosa sconvolgente è che in un racconto così breve e (apparentemente) tremendamente banale l’autore riesce a stupirci riportando la sua caratteristica suspance tra le righe. Paradossalmente il libro risulta un vero e proprio esercizio di stile per dimostrare le sue capacità narrative.

Ci tengo a precisare che non è collegato a The Outsider, né a nessun altro suo testo. Di conseguenza tutti possono leggerlo ed apprezzarlo, anche chi no conosce l’autore. Se questo non fosse bastato a convincervi vi ricordo che è gratis e molto breve, quindi non avete scuse per non dare una possibilità a questa cagnolina!

Caterina

Trilogia di Bill Hodges: vol. 2, Chi perde paga | S. King

Hey readers,

oggi vi porto il secondo volume della saga di Mr Mercedes (la mia prima lettura di King), che si compone di Mr Mercedes, Chi perde paga e Fine Turno. Partecipo alla seconda tappa del #gdldeibuonipropositi organizzata da @senzacensurabooks che consiste in un giallo.

“Chi perde paga” alterna la narrazione iniziale tra presente e passato: il 2009 col collasso della famiglia Saubers a seguito dell’incidente al City Center che ha condannato il padre a una serie di problemi di deambulazione molto gravi e costosi e la rapina ai danni del celebre autore John Rothstein commessa da Morris Bellamy e dai suoi soci. Morris ha scelto di compiere questo atto per rubare i manoscritti inediti dello scrittore per poi nasconderli sotto terra dopo essersi sbarazzato dei suoi complici. Il giovane, accecato dall’amore stesso per il personaggio di Jimmy Gold, si è lasciato assuefare a tal punto da compiere uno stupro e farsi sbattere in cella prima di aver sfogliato anche una sola pagina dei preziosi block notes. Il denaro e le Moleskine verranno ritrovate dal dolce Pete Saubers che utilizzerà il piccolo patrimonio per ristabilire anonimamente la sua famiglia nel giro di qualche anno, mentre divorerà gli scritti che contribuiranno al suo grandissimo amore per la letteratura. La situazione si complicherà notevolmente al rilascio di Morris Bellamy per buona condotta e il coinvolgimento di Bill Hodges e della sua squadra (richiesto dalla sorellina di Pete) nelle indagini per scoprire come sono arrivati i soldi che hanno salvato la famiglia Saubers.

Questo secondo volume è un po’ scollegato rispetto al primo, anche la partecipazione dei personaggi più importanti della saga risulta quasi marginale. Nonostante questo ho apprezzato le piccole parti dedicate a Brandy Hatfisher che alimentano il mistero che verrà svelato nel prossimo ed ultimo volume!

Lo stile narrativo si mantiene approssimativamente identico: pragmatico e coinvolgente, capace di catturare il lettore anche per la breve durata di un capitolo. La scorrevolezza della trama, per quanto concatenata, mi sorprende sempre.

Allerta spoiler: l’intrigante enigma anticipato nel primo libro non viene trattato se non marginalmente, anzi non fa altro che infittirsi per costringere il disperato lettore a procurarsi il terzo volume, possiamo dire che sia una sorta di spezzone separato dalla storia precedente, ma sono certa che tutto si concluderà!

Caterina

Il caso Baronov | A. Zoppini

Hey readers,

oggi vi porto una nuova uscita Io me lo leggo Editore, nonché un nuovissimo libro dell’autore stesso che è uno scrittore emergente e uno studioso di archeologia.

“Il caso Baronov” è un romanzo giallo che coinvolge la giovane assistente di un investigatore privato. La signorina Toretti si rivolge al suo capo per aiutarla a risolvere un efferatissimo crimine compiuto ai danni di una sua cara amica. Lola, una giovane ragazza madre fa la cameriera nella tavola calda vicino allo studio dove lavora Jenny e, talvolta, lavora come prostituta per il boss mafioso Giacaleone che l’ha fatta arrivare a New York dal Sud America (grazie ad alcuni agganci alla dogana); la nostra protagonista le fa da baby sitter in quelle serate e proprio la notte di Natale la signorina Toretti viene svegliata da una chiamata dall’ospedale che l’avvisa che la sua amica e stata stuprata e si trova in coma. Logan Percival si rivela da subito disponibile vedendo in questo crimine un possibile legame con un altro caso che sta seguendo: la scomparsa e l’uccisione di marito e moglie di cui però non sono stati trovati i corpi (questa pista gli è stata affidata dal proprietario di un palazzo che, seguendo una vecchia leggenda, è convinto sia stato un fantasma). Per la prima volta da quando lo conosce il suo capo si mostrerà con lei molto comprensivo e farà di tutto per aiutarla, svelandole piano piano tanti lati del suo carattere a lei sconosciuti! La storia si infittirà sempre di più e i nostri due amici si troveranno dentro un vortice molto più grande e pericoloso di quello previsto!

Ho apprezzato sin da subito lo stile di scrittura dettagliato e caratteristico, nella parte finale la trama si infittisce, ma il libro non risulta troppo pesante o eccessivo quindi possiamo dire che l’autore ha un ottimo stile!

Il personaggio di Jenny inizialmente non mi piaceva, l’avevo percepita come la classica segretaria imbranata e innamorata del capo, in realtà dopo poche pagine ho avuto il piacere di ricredermi sia perché viene caratterizzata veramente bene sia per la forza con cui lotta per avere giustizia per la sua amica tirando fuori un enorme coraggio e una grande forza d’animo.

Dal punto di vista del genere giallo è veramente fantastico sia per i personaggi che non sono “campati in aria” ma hanno tutti un loro perché e riescono a intrecciarsi rendendo la trama molto avvincente. Io ho apprezzato moltissimo la collaborazione tra detective privato e polizia perché non è il classico mistero risolto dalla polizia!

Trovo veramente stupende le immagini che si alternano alla lettura perché sono veramente belle e si accompagnano divinamente alla lettura (anche se come tutti quando sono arrivata alle prime immagini mi sono resa conto di aver immagina i personaggi diversamente).

Vi consiglio di dare una possibilità a questa lettura perché troverete moltissime cose assurde e un sacco di colpi di scena (sette, CIA, complotti… veramente non manca niente) che sono ben incorniciati da un’ottima scrittura e da dei personaggi molto caratteristici!

Caterina

Trilogia di Bill Hodges: vol.1, Mr Mercedes | S. King

Hey readers,

oggi vi porto la mia prima lettura del grande mago del thriller-horror. Questo libro fa parte della trilogia di Bill Hodges (che si compone di Mr Mercedes, Chi perde paga e Fine turno).

“Mr Mercedes” si apre con un attentato: una Mercedes si abbatte sulla folla che sta in fila davanti al City Center, un gruppo di persone disoccupate, così disperate da accamparsi dalla notte davanti alle porte del centro nella speranza di trovare un misero impiego (tra loro si trova anche una neonata, portata da una giovane ragazza-madre che aveva nessuno a cui lasciare la piccola). Dopo questa introduzione/flashback la storia inizia presentandoci il protagonista della vicenda: Bill Hodges, un ex detective, che dopo la pensione trascorre le proprie tristi giornate seduto davanti alla TV, abbuffandosi di cibo spazzatura e “giocando” con la pistola del padre. La sua vita trascorre nella noia e nella monotonia più totale, assopendo sempre di più gli istinti e la reattività dell’ex agente. O almeno le cose vanno così fino a che non riceve una strana lettera… Il mittente sembra essere proprio l’Assassino della Mercedes (usando il nomignolo affibbiatogli dalla stampa) che essendo uno dei suoi pochissimi casi irrisolti lo stimola a rimettersi sulle sue tracce ed arrivare finalmente in fondo a questo mistero.

La narrazione si divide alternando capitoli con il punto di vista del Detective Hodges ad altri col punto di vista dello stesso assassino, quindi abbiamo già la soluzione dalle prime pagine; quello che ci tiene incollati alle pagine sono le innumerevoli avventure dei due co-protagonisti che cercano l’uno di fuggire, scoprire e provocare l’altro.

La narrazione è come una calamita: le pagine scorrono magicamente, avvincenti e sempre in grado di tenere totalmente incollato il lettore alle pagine.

Questo è anche un libro diverso dal genere abituale dell’autore (anche se questo non gli fa perdere nemmeno mezzo punto), infatti è un thriller poliziesco nudo e crudo, senza fattori paranormali, ma con una coppia di protagonisti che lasciano ugualmente il segno (ognuno con i propri problemi che li portano a compire azioni sfrontate).

Non è una storia eccessivamente cruenta, ma riesce a pieno nel colpire chi legge con una serie di situazioni piene di suspance…

Il libro mi è piaciuto moltissimo, non vedo l’ora di leggere i seguiti visto che, nelle ultime pagine del libro, viene lasciata una piccola anticipazione di quella che poi sarà la storia successiva (che devo dire mi ha incuriosita molto).

Caterina

Il college delle brave ragazze | R. Newman

Hey readers,

oggi vi parlo di un libro forte, che in certe pagine mi ha travolta, ma è stato capace di tenermi con gli occhi incollati alle pagine fino all’ultimo.

Ringrazio immensamente @jo.reads perché ho scoperto questo libro grazie ad un suo video.

“Il college delle brave ragazze” è un thriller psicologico che va ad “intrecciare” le indagini sui tre omicidi delle giovani studentesse di Cambridge alla storia di Olivia, quella che sembra essere l’unica testimone dell’ultimo delitto. La nostra giovane ragazza dopo essere stata trovata nuda coperta di sangue è finita in uno stato semi-vegetale, ci vorranno settimane perché ricominci a parlare pur non ricordando niente. Non vi fate illudere, però, dalla trama questa è la classica storia dove nulla è quello che sembra e anche la nostra Olivia nasconde una marea di segreti.

L’excursus psicologico che viene attuato per ricostruire i fatti, la diagnosi della malattia e il processo mi hanno affascinata moltissimo,anche gli stessi racconti dei ricordi della ragazza mi hanno scossa moltissimo.

Questo libro è la prova di qunato sia sbagliato fermarsi all’apparenza in tutte le cose, anche nei dettagli più banali.

Vi consiglio di leggerlo tutto d’un fiato ma di non saltare nemmeno una parola, ma soprattutto, non vi date per vinti fino all’ultima pagina perché la storia prende ad ogni capitolo sfumature diverse. Non avrete capito tutto finché non avrete letto l’ultima parola.

Caterina