Recensione: La Locandiera | C. Goldoni – MuatyLand

Astuta donna d’affari o femmina vanitosa? le discussioni sulla Locandiera, la più famosa delle commedie di Goldoni, iniziano con la sua prima rappresentazione nel 1752. È la storia di Mirandolina, bella proprietaria di una locanda alle prese con le proposte amorose di conti e marchesi e con la misoginia del Cavaliere di Ripafratta. Mirandolina alla […]

Recensione “La Locandiera” di Carlo Goldoni
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Simposio | Platone

Hey readers,

oggi vi porto la mia seconda lettura filosofica di Platone (la prima la trovate linkata qui e si tratta dell’Apologia di Socrate). Con questo testo partecipo alla settima tappa del #gdldeibuonipropositi organizzato da @senzacensurabooks che consiste in un libro che avevi paura di iniziare (ps. mi sono persa la sesta tappa mea culpa!)

Il Simposio è il più conosciuto dei dialoghi di Platone. In particolare, si differenzia dagli altri scritti per la sua struttura, che si articola non tanto in un dialogo, quanto nelle varie parti di un agone oratorio, in cui ciascuno degli interlocutori, scelti tra il fiore degli intellettuali ateniesi, espone con un ampio discorso la propria teoria su Eros (“Amore”). La cornice in cui si inseriscono i vari interventi è rappresentata dal banchetto, offerto dal poeta tragico Agatone per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle Lenee. Fra gli invitati, oltre a Socrate e al suo discepolo Aristodemo, troviamo il medico Erissimaco, il commediografo Aristofane, Pausania l’amante di Agatone e il suo amico Fedro, figlio di Pitocle ed esperto di retorica: ognuno di loro, su invito di Erissimaco, terrà un discorso che ha per oggetto un elogio di Eros. Verso la fine, fa una clamorosa irruzione anche Alcibiade, completamente ubriaco, incoronato di edera e di viole, accompagnato dal suo komos, che si presenta per festeggiare Agatone, e che viene accolto con cordialità.

Sarò sincera, non è stata una lettura facilissima (soprattutto perchè in questo periodo fatico non poco a concentrarmi), ma quando sono riuscita ad entrare nell’ottica platonica me ne sono follemente innamorata! La mia parte preferita sono sicuramente i miti perchè, dopo averli fatti a scuola è stato bello leggerli per intero, nello specifico il Mito degli Androgini; mentre come visione quella che mi ha smosso di più il cuore è stata quella di Pausania. Piccole precisazioni: il Mito degli Androgini parla del concetto di anima gemella e di completezza umana per mezzo dell’amore e il discorso di Pausania riguarda la nobiltà d’animo che deriva dall’amore e le varie tipologie in cui questo può manifestarsi.

E’ interessante anche tutto l’aspetto delle cornici su vari piani che sono utilizzate come “scuse” narrative per impostare una serie di pensieri sull’amore ed è altrettanto interessante la scelta della lode al Dio Eros come figura che generalmente veniva ignorata o minimizzata.

Se siete particolarmente interessati al periodo storico contemporaneo a Platone potete leggere moltissimi usi e costumi che fanno da sfondo ai vari pensieri; la stessa cosa vale anche per i personaggi, infatti, soprattutto su Socrate potete trovare moltissimi cenni biografici che vi aiutano a comprendere questo enigmatico filosofo.

Vi consiglio vivamente di perdervi in questo breve testo antichissimo, ma immensamente attuale. La cosa meravigliosa di questa lettura è che le considerazioni mosse dai vari personaggi nella maggior parte dei casi sono attualizzabili nel nostro tempo e talvolta, sono idee che ancora oggi persistono. Mi sembra un esempio perfetto di testo del passato che ci aiuta a capire il presente.

Caterina

Canto di Natale | C. Dickens

Hey readers,

oggi vi porto uno dei classici del Natale, nonché uno dei primi approcci con un autore di estrema rilevanza, quale Charles Dickens. Mi scuso per non aver parlato di questo libro nel periodo natalizio, ma non sono dell’idea che un libro che parla di Natale si possa leggere solo a Natale! Opere di estrema bellezza come queste sono un evergreen tutto l’anno! Questo testo fa parte di una serie dei Libri di Natale che include anche Le campaneIl grillo del focolareLa battaglia della vitaIl patto col fantasma.

“Canto di Natale” è un breve racconto composto di cinque parti. Nella prima troviamo un presentazione del protagonista, l’avaro Ebenezer Scrooge, in cui esploriamo quelle che sono le sue abitudini e la sua figura di “antieroe” del Natale; a questo si aggiunge l’apparizione del defunto socio in affari, Marley, che lo avverte dell’arrivo dei successivi fantasmi e del loro scopo. Nel secondo capitolo si palesa il Fantasma del Natale Passato, il cui compito è quello di ricordare a Scrooge periodi della sua giovinezza e della sua infanzia, portandolo a riflettere su come, col passare degli anni, sia diventato ingiustamente freddo e crudele. A seguire abbiamo il Fantasma del Natale presente che mostra al protagonista la dilagante miseria e povertà che caratterizza la sua epoca, soprattutto quella del suo commesso, un pover uomo con una numerosa famiglia a carico, che si impegna immensamente nel lavoro pur ricevendo un misero compenso. Per ultimo abbiamo il Fantasma del Natale Futuro che mostra a Scrooge la triste fine che lo attenderà se non cambierà il proprio modo di comportarsi, gli fa vedere la sua morte e la sua tomba. In conclusione abbiamo il ravvedimento causato dall’incontro con gli spiriti, un finale positivo che dimostra il cambiamento in positivo, quasi eccessivo e utopistico del protagonista. Tutto il racconto si svolge tra la notte della vigilia di Natale e la mattina successiva, anche se il protagonista è convinto che siano passate diverse notti.

Il libro incarna a pieno tutti quelli che sono i valori di generosità e bontà che solitamente caratterizzano il periodo natalizio. Devo dire che solitamente non amo questa visione un po’ utopistica del bene; infatti ho apprezzato che Dickens tratti gli argomenti in maniera realistica, per esempio descrivendo quella che era la vera realtà del tempo. In questo modo ci troviamo davanti non solo a una raccolta di valori e insegnamenti, ma anche a una lampante testimonianza del periodo storico dell’autore (personalmente trovo la Londra ottocentesca uno dei luoghi più affascinanti di sempre).

Nonostante si tratti di un libricino molto breve non vi consiglio di sottovalutarlo! la narrazione è molto densa, a tratti quasi complessa e traspaiono le grandi capacità descrittive dell’autore che, anche per dettagli molto banali, riesce a parlarne così bene che ci sembra di essere catapultati, anche solo per un attimo, dentro la narrazione.

Studiando la storia dell’opera posso dirvi che è da apprezzarsi la motivazione; Dickens, come in molte altre sue opere, ha scritto per indignazione verso la situazione dei poveri e verso la loro emarginazione. Scopriamo, perciò, che il libro del Natale per eccellenza è in realtà un romanzo di denuncia sociale relativamente crudo.

La parte che ho preferito è indubbiamente la descrizione della famiglia di Bob Cratchit, il commesso del Signor Scrooge, mi ha commossa molto la loro famiglia. Fa riflettere come davanti a una povera cena possa comunque sbocciare tanta felicità. A far riflettere il lettore è soprattutto il piccolo Tim, il più giovane figlio di Bob, malato e affetto da un grande handicap fisico che molto probabilmente non riuscirà a raggiungere l’età adulta.

Caterina

Apologia di Socrate | Platone

Oggi vi porto una lettura che mi era stata commissionata a scuola, ma che mi ha colpita così tanto da farmi decidere di condividerla con tutti voi su questo mio piccolo angolo di internet.

“Apologia di Socrate” è uno dei primi scritti del filosofo, risalente all’età giovanile (circa tra 399 e 388 ac) dedicata la maestro Socrate. In questo breve testo di una trentina di pagine l’autore narra in maniera dettagliata il processo al grande personaggio. Socrate all’età di settant’anni si trova per la prima volta in tribunale e decide, col suo modo di parlare tipico di tutti i giorni e senza adulazioni ai giurati, di difendersi dalle accuse di corruzione di giovani menti, comportamento sofistico, empietà e non rispetto delle leggi. Si trova a dover fronteggiare quelli che sono i due grandi accusatori: i vecchi accusatori (di cui non vengono riportati i nomi, a loro sono dovute le dicerie che rincorrono il personaggio di Socrate) e Pericle considerato tra i nuovi accusatori. Cercando di dimostrare la veridicità di quanto rivelatogli dall’oracolo di Delfi si reca in giro per la città parlando con poeti, artigiani e politici alla ricerca di qualcuno più intelligente di lui. Questa attività è tra quelle che maggiormente porta alla sua accusa perché dimostrare che chi si crede sapiente non lo è scatena molte inimicizie. Seguono altre dimostrazioni di innocenza che lo scagionano. Per esempio parla di come la propria povertà sia prova del fatto che le azioni di cui è accusato non siano vere altrimenti ne avrebbe tratto guadagno. Oppure, per quanto riguarda il non rispetto della legge, trovandosi lì davanti agli ateniesi e non essendo fuggito, pur avendo molti seguaci disposti a sostenere i costi economici della sua fuga dimostra il suo interesse verso la legge e la sua richiesta di un giusto processo, indipendentemente dal rischio corso (che era, appunto, la vita stessa). Nonostante questo viene emesso un verdetto sfavorevole e Socrate è condannato a morte bevendo la cicuta.

Per tutta la narrazione percepiamo un Socrate molto ironico e provocatorio, traspare soprattutto la consapevolezza della propria fama e di come questa si propagherà nel tempo (SPOILER: basti pensare che nella parte finale dichiara pubblicamente che i giurati passeranno alla storia come coloro che hanno condannato un innocente).

E’ molto interessante come Socrate non cerchi la salvezza ma la giustizia: sa benissimo che le motivazioni mosse per difendersi sono insufficienti anche se giuste, non cercando la pena dei giurati e non comportandosi come di consueto accadeva durante i processi firma la propria condanna. Nonostante ciò, grazie a Platone, noi conserviamo un testo così potente ed espressivo che ha consolidato l’immagine storica di Socrate come la condanna di un innocente.

Affronta la morte in maniera molto positiva e razionale (devo dire che ho trovato questa cosa molto affascinante). Socrate non ha paura di morire, al contrario vede la fine della propria vota come la trasmissione dell’anima in un altro luogo a lui sconosciuto, ma indubbiamente migliore della vita che avrebbe condotto sulla terra fuggendo e smettendo di compiere il volere dell’oracolo. E’ incredibile come lui non tema minimamente la morte, cosa che tutt’oggi ci fa paura.

Un aspetto supplementare, ma da non considerarsi marginale è la grande quantità di informazioni sugli usi e costumi dell’Atene contemporanea a Socrate. Vi invito a leggerlo anche se non avete nozioni di filosofia proprio per questo motivo, non è un testo complicato, ma nella sua brevità riesce a creare uno scorcio immenso su un periodo storico molto lontano. Soprattutto perché spesso si va a lodare quella che era la Polis greca, come un esempio di governo molto funzionante ed in realtà possiamo vedere come moltissime cose al tempo fossero ingiuste.

Caterina

L’ultimo giorno di un condannato a morte – V. Hugo

Hey readers,

oggi vi parlo di un romanzo breve, letteralmente un concentrato di valori capace di far riflettere in una maniera indescrivibile.

“L’ultimo giorno di un condannato a morte” è un romanzo sotto forma di diario che racconta gli ultimi giorni di vita di un uomo. Il testo è ambientato nel 1800 ed è una forte critica alla condanna a morte. Si compone di tre parti: l’introduzione, un piccolo monologo teatrale e il diario. L’introduzione è scritta dall’autore stesso, racconta la storia della ghigliottina e dei boia, parla di alcuni episodi in cui si è rivelata atroce (quando i condannati ricevevano molti colpi ma continuavano a “sopravvivere”), è la parte del libro che si compone di una critica più evidente e dove viene direttamente espressa l’opinione di Hugo. Il monologo teatrale è ambientato in un salotto dove, tra i vari argomenti di conversazione, si arriva a parlare del libro stesso e (a mio parere) serve ad incorniciare come al suo tempo sarebbe stata percepita l’uscita del testo. Il diario parla di tutte le varie fasi della condanna (il processo, il carcere, gli spostamenti, la forca,…) e racchiude tutti i pensieri che possiamo immaginarci popolino la mente di una persona che sta per morire.

Ho trovato la lettura commovente e ho riflettuto molto sulle pagine che ho sfogliato.

Ho apprezzato moltissimo che l’autore faccia una critica così forte e discordante con le idee diffuse tra la gente del suo tempo perché, soprattutto per il periodo storico in cui è vissuto, non è una cosa da niente!

La prima parte è inizialmente un po difficile da digerire, è ricchissimo di informazioni storiche e critiche sociali; mi sentirei di definirla la parte più densa del racconto, ma vi sconsiglio di saltarla perché contestualizza quello che poi andrete a leggere dopo.

Riassumendo velocemente le mie impressioni è una piccolo gioiello brevissimo ma altrettanto formativo, un ottimo modo per approcciarsi a un grande autore che inizialmente può spaventare!

Caterina

Recensione: Orgoglio e pregiudizio | Jane Austen – MuatyLand

MuatyLand

“Non aveva mai capito di amarlo tanto come ora, quando l’amore era vano”
Jane Austen è una delle poche, autentiche grandi scrittrici che hanno saputo fare breccia nei cuori e nelle menti di tutti i lettori, senza eccezioni. Fra i suoi tanti capolavori, Orgoglio e pregiudizio (pubblicato nel 1813) è sicuramente il più popolare e amato: le cinque figlie dell’indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un’adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l’occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell’ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell’animo umano, specie quando si trova alle prese con l’amore o qualcosa che all’amore somiglia.

Titolo: Orgoglio e pregiudizio

Autore : Jane Austen

Editore : Feltrinelli

Genere : Classico

Data di Pubblicazione: 1 Giugno 2019

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