Recensione “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier — MuatyLand

Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città Griet, la figlia di un decoratore di piastrelle, è in cucina, intenta a sistemare le verdure tritate. Sull’uscio, compaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e una donna che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma. Sono Johannes […]

Recensione “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier — MuatyLand

Il Gattopardo | T. Di Lampedusa

Hey readers,

oggi vi porto una lettura scolastica che avevo svalutato molto, ma in realtà mi ha fatta innamorare.

“Il Gattopardo” è ambientato in Sicilia, nel 1860 durante il collasso del regno borbonico. Il nostro protagonista è Don Fabrizio principe di Salina, un illustre membro dell’aristocrazia, ma totalmente consapevole del proprio destino e di quello di tutta la società. La storia inizia il 1 maggio 1860, quando suo nipote Tancredi, decide di partire per la spedizione dei Mille che segna l’ascesa del ceto borghese, con la celebre frase “perché tutto rimanga com’è.” Il libro ricostruisce, romanzandoli attraverso le vicende della famiglia, tutti gli avvenimenti che interessarono la Sicilia e che portarono all’unificazione d’Italia sotto il regno sabaudo (della casata dei Savoia).

Inizialmente non sono riuscita ad apprezzare molto il libro: l’ho trovato tutt’altro che facile e le lunghe digressioni sulle considerazioni fatte da Don Fabrizio nei riguardi della società del tempo, delle classi sociali e delle situazione dei nobili mi sono risultate abbastanza complicate.

L’ho trovato un alternarsi di periodi interessanti e immediati e lunghe riflessioni a tratti un tantino sconclusionate.

C’è però da riconoscere il valore storico del testo: una testimonianza molto importante sul tramonto delle importanti casate che avevano prosperato durante il regno borbonico e la nascita della nuova società che poi avrebbe pian piano costituito l’Italia odierna.

Una delle parti che ho preferito maggiormente è stata la storia d’amore tra Tancredi e Angelica che, oltre ad essere molto innocente e tenero, è perfetto per rispecchiare la variazione nella conformazione sociale.

Caterina

Il college delle brave ragazze | R. Newman

Hey readers,

oggi vi parlo di un libro forte, che in certe pagine mi ha travolta, ma è stato capace di tenermi con gli occhi incollati alle pagine fino all’ultimo.

Ringrazio immensamente @jo.reads perché ho scoperto questo libro grazie ad un suo video.

“Il college delle brave ragazze” è un thriller psicologico che va ad “intrecciare” le indagini sui tre omicidi delle giovani studentesse di Cambridge alla storia di Olivia, quella che sembra essere l’unica testimone dell’ultimo delitto. La nostra giovane ragazza dopo essere stata trovata nuda coperta di sangue è finita in uno stato semi-vegetale, ci vorranno settimane perché ricominci a parlare pur non ricordando niente. Non vi fate illudere, però, dalla trama questa è la classica storia dove nulla è quello che sembra e anche la nostra Olivia nasconde una marea di segreti.

L’excursus psicologico che viene attuato per ricostruire i fatti, la diagnosi della malattia e il processo mi hanno affascinata moltissimo,anche gli stessi racconti dei ricordi della ragazza mi hanno scossa moltissimo.

Questo libro è la prova di qunato sia sbagliato fermarsi all’apparenza in tutte le cose, anche nei dettagli più banali.

Vi consiglio di leggerlo tutto d’un fiato ma di non saltare nemmeno una parola, ma soprattutto, non vi date per vinti fino all’ultima pagina perché la storia prende ad ogni capitolo sfumature diverse. Non avrete capito tutto finché non avrete letto l’ultima parola.

Caterina

Sostiene Pereira |A. Tabucchi

Hey readers,

oggi vi porto uno dei primi libri che ho divorato durante questa quarantena. Mi sento di ringraziare @julie.demar per averne parlato in un suo video ed avermi convinta a leggerlo visto che stava nella mia libreria da secoli.

“Sostiene Pereira” è un affascinante romanzo ambientato nella Lisbona degli anni ’40, in cui si palesava sempre di più la dittatura. Il nostro protagonista è proprio Pereira, un giornalista che scrive la pagina di cultura del “Lisboa” un tranquillo giornale del pomeriggio, il cui capo è un simpatizzante del regime che lo assoggetta alle proprie idee, portandolo a scrivere sempre di determinati personaggi e riprendendolo più volte quando non esalta la patria. la sua vita semplice e ordinaria, costituita principalmente da abitudini che si ripetono come la limonata e l’omelette alle erbe nel solito caffè, si imbatterà in quella di Monteiro Rossi un giovane neolaureato con aspirazioni molto sovversive e liberali. Pereira leggerà un suo brano sul giornale e lo contatterà per lavorare per lui, inconsapevole del fatto che quel ragazzo cambierà per sempre la sua vita e lo porterà a compiere azioni che fino al giorno precedente avrebbe considerato ampiamente sconsiderate.

Ho apprezzato moltissimo la storia nella sua brevità perché è molto particolare. In generale il personaggio stesso compie un grande cambiamento durante la storia, non rimane fermo in maniera statica, ma “cresce” e cambia il proprio modo di vedere le cose, pur non perdendo i propri valori.

Una caratteristica particolare è che leggendo troviamo ripetuto il titolo moltissime volte, una cosa molto insolita.

Non avevo mai letto niente sul Portogallo e, come la solito, le descrizioni dei luoghi mi hanno stregata, sono riuscita a visualizzare nella mia mente i luoghi che leggevo, i profumi, il tremendo caldo estivo,… mi sentivo presente nello scorrere dei fatti.

Ve lo consiglio moltissimo!

Caterina

Triologia del ritorno: vol.1 L’amico ritrovato | F. Uhlman

Hey readers,

oggi vi parlo di una lettura “piccolissima”, il primo libro della trilogia del ritorno (che si compone de “L’amico ritrovato”, “Un’anima non vile” e “Niente resurrezione, per favore”).

“L’amico ritrovato” attraverso la narrazione di un’amicizia semplice e genuina racconta l’insediarsi dell’ideologia nazista in Germania. Il nostro narratore è Hans, un ragazzo di 16 anni di origine ebrea che frequenta una scuola esclusiva a cui sono iscritti principalmente rampolli di famiglie benestanti. La narrazione inizia con l’arrivo del conte Konradin, ce attira subito l’attenzione generale per la sua totale indifferenza ai compagni, che dopo aver tentato di entrare nelle sue grazie sono sempre stati accantonati. Hans però non è come gli altri, è un ragazzo molto timido e riservato, che già in precedenza non aveva molti amici e che, colpito da Konradin, decide che sarebbe diventato suo amico.

Questa è sicuramente una storia molto bella, ma (ovviamente è solo una mia opinione) non mi ha fatto impazzire. Al’inizio ci mette un po’ ad ingranare e questo non invoglia moltissimo alla lettura. Un’altra nota negativa è sicuramente l’eccessiva quantità di parole, talvolta frasi intere non tradotte dal tedesco, che rendono difficile la comprensione di alcuni passaggi.

D’altro canto c’è da considerare quanto un testo del genere dia una prospettiva molto diversa ed interessante di questo periodo storico: non si concentra sulla deportazione o sulle leggi razziali, ma, bensì, su come lentamente il nazismo abbai preso piede, su come la vita di Hans ne abbia risentito pian piano sempre di più, talvolta evidenziando problematiche già diffuse nel passato.

Traendo le mie conclusioni non darò un voto altissimo a questo libro anche se può essere interessante sia per chi vuole approcciarsi a queste tematiche non partendo subito dagli aspetti più atroci, sia per i più piccoli.

Caterina

Un dono mi ha salvata | S. Cornelio

Hey readers,

oggi vi porto un libro a cui mi sono molto affezionata, non solo perché è scritto da un’autrice emergente, che è sempre molto bello sostenere, ma soprattutto per diffondere l’importanza della donazione degli organi e la sensibilizzazione delle malattie come la fibrosi cistica.

“Un dono mi ha salvata” è un libro semplice, scritto sotto forma di memorie, con parole chiare ma che vanno dritte al punto con estrema dolcezza. Questo testo è ricco di emozioni vere e sincere che incorniciano i fatti insieme a una leggera nota di umorismo. Sara documenta il suo decorso ospedaliero dopo un trapianto di polmoni, a cui si accostano scorci sulla sua vita privata. Sara ha, inoltre, avuto l’immensa fortuna di avere accanto a sé, in maniera fisica e emotiva, persone che le hanno voluto moltissimo bene come i genitori, le amiche e il suo fidanzato, oltre, ovviamente alla propria fede che l’ha notevolmente aiutata a trovare la forza nei momenti di difficoltà(come ad esempio nelle dolorose giornate del post-operatorio)

Non smetterò mai di ringraziarla per la grandissima possibilità che mi ha dato inviandomi il suo libro, la sua storia mi ha colpita ed ha aperto i miei orizzonti su fronti a me totalmente sconosciuti. Ho apprezzato ogni sua singola parola, sottolineando molte frasi veramente stupende!

Sara è una ragazza straordinaria e, come lei, lo è la sua storia; quindi mi sento di consigliarlo a tutti, soprattutto come regalo penso che sia uno dei libri che più si addicono a questa funzione: si ha la possibilità di donare grandi emozioni insieme ad informazione e cultura. Un gesto stupendo.

Caterina

Storia di una capinera | G. Verga

Hey readers,

oggi vi porto un autore che è una pietra miliare della letteratura italiana, uno dei maggiori rappresentanti del Verismo italiano… Giovanni Verga. Visto che non ero molto sicura di apprezzare il genere sono partita da una delle opere più brevi, ma vi assicuro che non è un testo banale o leggero!

“Storia di una capinera” è una raccolta di lettere della giovane Maria. La vita della nostra protagonista è segnata da una delle peggiori sciagure del suo tempo: il padre non ha i soldi necessari per la dote. L’unica soluzione per sopravvivere e mantenere l’onore della famiglia (il padre infatti si è risposato, con la nuova moglie ha avuto un figlio e una figlia //risposandosi ha la possibilità di pagare la dote della secondogenita con quella della nuova consorte//) è quello di farsi suora. Maria non avrebbe mai sofferto di questa cosa se nel 1854 non ci fosse stata la peste a Catania, che aveva costretto le future suore a tornare nelle campagne al riparo con le loro famiglie. Uscendo dalle rigide mura ecclesiastiche la ragazza scopre l’affetto della famiglia e l’amore, a cui però dovrà imparare (o quanto meno lottare per riuscirci) a fare a meno perché il suo destino è segnato ed inevitabile.

Trovo ottimale la narrazione attraverso le lettere all’amica e compagna di studi (ma non compagna di sorte) perché evidenzia i sentimenti e le sensazioni in maniera ancora più netta.

Ho apprezzato moltissimo la parte iniziale in cui viene spiegato il motivo del titolo: una sorta di paragone tra Maria e una povera capinera tormentata dai suoi giovani proprietari.

Traendo le mie conclusioni dovete assolutamente leggere questo libro, è veramente breve, ma importante per la formazione dell’individuo… NON AVETE SCUSE!

Caterina

Il bar sotto il mare | S. Benni

Hey readers,

oggi vi parlo di 192 pagine davvero molto divertenti e insolite.

“Il bar sotto il mare” è una raccolta di 23 racconti narrati da 23 personaggi molto diversi (es. il marinaio, la sirena, l’uomo invisibile, la pulce del cane,…); queste storie non hanno niente in comune tra loro perciò, volendo, potete anche leggerne una ogni tanto. Ovviamente non vi posso raccontare la loro trama, altrimenti rischierei di farvi enormi spoiler visto che alcune sono letteralmente di tre pagine! In generale alcune sono strutturate su base fantastica altre totalmente realistica, ci sono dei piccoli gialli e direi che da tutte (o quasi) si può trarre qualche insegnamento. Sono tutte molto divertenti perché con le loro esagerazioni riescono sempre a strappare un sorriso a chi legge!

Un piccola cosa che mi ha colpito subito è che tutti i “cantastorie” sono illustrati in copertina e nella seconda pagina trovate una sorta di legenda che spiega chi sono di modo da potersi immaginare chi sta narrando.

Mi sento, però, di sottolineare una nota negativa: ho trovato storie che mi sono piaciute molto, ma anche alcune troppo sconclusionate o comunque poco interessanti.

Quindi traendo le somme, mi sento di consigliarvi questo libro? Sì, ma con qualche riserva; è perfetto per fare un regalo a qualcuno perché è semplice e variegato, è carino anche da intervallare tra un “mattone” e l’altro, però se siete amanti di libri realistici forse non fa per voi…

Nel complesso è un libro carino, fatto di storie che racchiudono moltissime sfumature diverse della realtà e che si adattano bene ai personaggi che le raccontano. Si legge bene, scorre velocemente e, io, in due giorni me lo sono divorata.

Caterina

Recensione “La sorella perduta” di Dinah Jefferies — MuatyLand

Un grande successo del passaparola ai primi posti nelle classifiche di tutto il mondoNumero 1 del Sunday TimesAutrice del bestseller internazionale Il profumo delle foglie di tè1930. Belle Hatton si è imbarcata verso un’eccitante nuova avventura lontano da casa. Si esibirà con la sua splendida voce in un hotel in Birmania dove la attendono notti scintillanti e […]

Recensione “La sorella perduta” di Dinah Jefferies — MuatyLand

Eccovi la mia prima recensione come collaboratrice MuatyLand.